Lavoriamo insieme ✨

In questa pagina trovi i servizi che metto a disposizione per chi vuole migliorare la propria comunicazione online, attraverso il blogging e non solo.
Se hai dubbi su quale servizio scegliere, non esitare a contattarmi.
Sarò felice di risponderti :)

Blogger in Azione

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ideale per chi ha già un blog, e vuole analizzare la propria comunicazione
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avere un sito ben curato è importante, anche su Blogger!
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1 problema = 1 soluzione. Anche se sei alle prime armi, l'importante è partire!
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Blog Coaching

*Mentoring e Formazione Blogging personalizzata*

Quanti consigli hai seguito ma ti sembra di non raggiungere mai i risultati sperati con il tuo blog? Ti capisco, anche io ero come te.
Fino a quando non ho capito come funziona il Blogging, e ho lavorato per portare il mio blog nelle prime posizioni su Google e farmi notare dalle aziende, che hanno iniziato a contattarmi per le collaborazioni.
In oltre 15 anni molte/i blogger mi hanno chiesto aiuto, e oggi posso aiutare anche te.

Visualizzazione post con etichetta SEO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SEO. Mostra tutti i post
Come usare le FAQ per convertire gli utenti sul tuo blog💡
F.A.Q. una strategia di marketing per il tuo blog

Ti è mai capito di ricevere sempre le stesse domande su determinati argomenti? A me molto spesso.

Il pubblico che mi segue - e che usufruisce dei miei contenuti - è vario per età, interessi, esperienza e capacità nell’uso degli strumenti online di cui parlo. Eppure, per quanto possano sembrare differenti, questi utenti fanno, prima o poi, sempre le stesse domande.

In molti tendono a dare informazioni “a metà” aspettando che vengano fatte domande, solo per aumentare l’engagement. Rispondere direttamente nel contenuto alle domande più frequenti, è il modo migliore per realizzare contenuti di qualità, soddisfare l’utente e creare anche un senso di fiducia.

Ricordiamoci che il tempo degli utenti è prezioso tanto quanto il nostro ⏰

Cosa sono le FAQ?

Le FAQ (Frequently Asked Questions), sono le cosiddette domande più frequenti che - insieme alle relative risposte - vengono solitamente mostrate in una pagina apposita, oppure in una sezione dedicata all’interno di una pagina di vendita di un prodotto o di un servizio.

Le FAQ sono di fatto uno strumento di marketing a tutti gli effetti, poiché aiutano l’utente a dissipare ulteriori dubbi e a fornire nuove informazioni che possano aiutarlo a compiere un’azione.

Come usare le FAQ nella strategia di comunicazione sul blog?

Ormai sai che un utente può arrivare sul blog atterrando:

  • sul singolo post;
  • sulla homepage;
  • sulla pagina dei contatti;
  • sulla pagina di vendita.

L’utente, quindi, arriva da diversi link da Google o da altri canali - tipo social o newsletter.

Certo è che, a prescindere da quale “porta” entri l’utente, il maggior numero di visite viene dal singolo post che compare in SERP (pagina dei risultati di ricerca). È, dunque, di fondamentale importanza sfruttare al massimo quel post, per cercare di soddisfare l’utente e arrivare ad una conversione, che varia a seconda dell’obiettivo che ci siamo posti per quel singolo contenuto.

Cosa significa convertire un utente?

Convertire un utente significa modificare la sua condizione di semplice lettore del blog in un’altra, che varia a seconda dell’obiettivo che ci siamo prefissati.

Un utente può essere convertito in:

  • cliente - quando effettua un acquisto o una richiesta di informazioni sul sito;
  • iscritto alla newsletter - entrando nella nostra mailing-list, rimanendo in contatto con noi;
  • follower sui social - quando decide di seguirci per conoscerci meglio.

Chiunque può lavorare alla conversione di un utente. Nel momento in cui pubblichi hai un obiettivo, e questo può essere raggiunto se massimizzi il potenziale del tuo contenuto.

Le FAQ possono aiutarti a massimizzare quel potenziale, sotto diversi aspetti, soprattutto nel momento in cui il contenuto sottolinea i benefici che l’utente ne può trarre.

Il motivo per cui dovresti inserire le FAQ anche nei singoli post, come parte integrante della tua strategia di comunicazione.

Lo scenario più comune, quando si parla di visite al blog, è quelli dell’utente che atterra sul tuo post dopo aver cliccato il link su Google.

Quando l’utente decide di leggere un nostro articolo lo fa perché siamo riusciti a richiamare la sua attenzione con la promessa di risolvere un suo problema o, comunque, di rispondere ad una sua necessità (tutto questo solo attraverso il titolo e la descrizione *inserire link al post SEO).

Non abbiamo alcuna certezza che l'utente resterà all’interno del nostro sito, esplorando altri contenuti che magari gli sono utili per approfondire l’argomento del post. Di conseguenza - a seconda del nostro contenuto e dell’obiettivo prefissato - tocca a noi “accompagnarlo” verso un viaggio che, si spera, prolunghi la sua permanenza affinché possa conoscerci meglio e, magari, arrivare ad una conversione.

Come inserire le FAQ in questo contesto?

Un conto è leggere un articolo, un altro è compiere un’azione che condizioni il rapporto tra utente e autore del contenuto: un cliente investe denaro; un iscritto ti dà il consenso di contattarlo nella sua casella di posta.

Vediamo un esempio concreto.

Se stai promuovendo un pdf, puoi usare le FAQ per sottolineare:

  • quali benefici può trarne l’utente;
  • quali opportunità di crescita può avere;
  • cosa dice chi ha già usufruito di quel prodotto;
  • come può usare il pdf e cosa invece non deve fare.

Se stai pubblicando una ricetta che richiede molti passaggi, puoi anticipare le domande che potrebbero farti, o che magari ti sono già state fatte sui social, ad esempio:

  • quali ingredienti alternativi utilizzare in caso di intolleranze;
  • quali ingredienti utlizzare nel caso in cui quelli della ricetta siano difficilmente recuperabili;
  • come si prepara una crema, linkando un post dedicato solo per quella ricetta.

Le FAQ, non solo sono utili per approfondire, fungono anche da “porte” verso altri contenuti del blog - come nell’ultimo esempio.

Puoi scrivere le domande che spesso ti sono state fatte circa l’argomento del post - o relative ad esso -, anche quelle che a te possono sembrare le più sciocche o le più semplici: gli utenti vogliono risposte chiare anche ai loro più piccoli dubbi.

✳️ Ricorda: tu sei l’esperta/o che si rivolge a tutti, indipendentemente dal loro grado di esperienza, quindi non dare nulla per scontato.

Le FAQ sono strategiche anche per la SEO!

Ci avevi mai pensato?

Beh, se ci fai caso, su Google compare quasi sempre il box “Le persone hanno chiesto anche:”. Potremmo definire questa sezione le FAQ di Google.

Chi fa SEO, tiene molto in cosiderazione questa sezione perché consente di prendere informazioni su ciò che le persone cercano più di frequente circa un argomento. E, come ben saprai, ogni ricerca è una domanda che viene posta a Google affinché possa rispondere ad una necessità.

Come ho scritto nel mio articolo Fare SEO, il processo di scrittura di un contenuto deve partire dalla ricerca: solo così saprai come potrai soddisfare l’utente. Le tue FAQ potrebbero rispondere a quello che le persone chiedono di frequente, ottenendo così più possibilità di essere visibile, e quindi di farti trovare dal tuo pubblico.


Qualche FAQ (per l'appunto)

Come faccio a capire se le FAQ vanno bene anche per il mio contenuto?

Ogni contenuto pubblicato ha un suo obiettivo, a prescindere dal tipo di blog. Anche se sei una blogger amatoriale, che condivide ricette, letture, creazioni fatte a mano, puoi inserire le FAQ per chiarire alcuni punti o inserire ulteriori informazioni. Tutto sta da come tu vuoi che gli altri leggano i tuoi contenuti.

Quante FAQ bisogna inserire nel contenuto?

Non c’è una regola, di conseguenza puoi inserire tante domande quante te ne servono per dare completezza alle informazioni racchiuse nel tuo contenuto, e per raggiungere il tuo obiettivo.


Hai mai pensato di inserire le FAQ nei tuoi post?
Cosa ne pensi? Parliamone nei commenti ✏️

SEO su Blogger: come ottimizzare blog, post e comunicazione

In questo articolo affronterò un tema che mi sta particolarmente a cuore: fare SEO ottimizzando i tuoi post e la tua comunicazione per farti trovare dal tuo pubblico. Questi consigli valgono per tutti, a prescindere dalla piattaforma che hai scelto per ospitare il tuo blog.

Inoltre, ti mostrerò quali sono le impostazioni di Blogger da settare - prima di iniziare a pubblicare - per ottimizzare sin da subito il tuo blog.

Per rendere questo post veramente utile e concreto, mi piacerebbe, alla fine, sapere nei commenti:

  • come hai trovato il mio post? (su Google, sui social, ecc...)
  • quali parole chiave hai cercato su Google? (quelle che ti hanno portata/o qui)
  • il mio post ha risposto alle tue esigenze? (magari rispondi alla fine)
  • se la risposta è ‘No’, perché? (idem come sopra)

Su Instagram analizzerò i dati di questo post e le risposte a queste domande, al fine di comprendere meglio la SEO e, soprattutto, capire cosa accade una volta che lanciamo un nostro contenuto nel web. Quindi seguimi su @lacreativeroom per non perderti nulla!

Partiamo!

fare SEO: ottimizzare blog, post e comunicazione

Finalmente, parlo di questo argomento, perché una delle leggende più famose online - fra gli altri miti - dice che non si può fare SEO su Blogger.

Chi lo dice mente sapendo di mentire.

È strano che oggi, con tanti cambiamenti che stanno modificando per sempre il modo di essere online, ci si aggrappi ancora alla favola che per fare SEO bisogna avere siti utilizzando solo piattaforme ‘professionali’ come WordPress - per dirne uno a caso, come se fosse l'unica altra alternativa 😏.

Per carità, io non voglio assolutamente demonizzare WP.  Non mi metterò sullo stesso piano di chi per forza vuole distruggere la credibilità della piattaforma sulla quale lavoro da oltre 17 anni, solo per portare acqua al mio mulino. No.

Perché so che cos’è la SEO.

E di sicuro la SEO non è una questione di plugin.

La SEO è ricerca, analisi, scrittura, strategia, pertinenza, intento, risorsa, cura dell’utente (solo per citarne alcuni).

È anche processo, abitudine, azioni che col tempo verranno poi automatiche.

Con Blogger non abbiamo dei plugin che ci aiutano a scrivere in ottica SEO in modo guidato, ma essendo un prodotto di Google tecnicamente ha i requisiti necessari per aiutarci nell’ottimizzazione dei contenuti. È ovvio che per il resto tocca a noi fare un buon lavoro. E con “per il resto” mi riferisco al posizionamento nei motori di ricerca.

A cosa serve la SEO?

SEO: Search Engine Optimization, serve a ottimizzare i contenuti online per i motori di ricerca. In altre parole, la SEO è ciò che ti consente di farti trovare dagli utenti su Google.

Qualsiasi contenuto online può essere indicizzato; posizionarsi bene nella SERP (Search Engine Results Page, ossia la pagina dei risultati della ricerca) è un altro paio di maniche. E la SEO ci aiuta anche a migliorare il posizionamento, aumentando le possibilità di essere visibili al nostro target.

Su Blogger, dunque, si può fare SEO come su qualsiasi altra piattaforma, e, per farlo nel modo corretto, bisogna iniziare dal principio: le impostazioni.

📢 Se non hai un blog su Blogger puoi passare alla fase successiva. Ti suggerisco comunque di leggere perché puoi applicare alcuni miei consigli anche al tuo sito/blog su WordPress.


La SEO inizia dalle impostazioni.

Per quanto possa sembrare una piattaforma basic, Blogger invece ci consente di gestire il blog in maniera ottimale, soprattutto dal punto di vista delle impostazioni. Certo, ci sono cose all’interno del codice che potrebbero essere migliorate, o che mancano (vedi l’H1 per i titoli), ma nulla a cui non si possa rimediare.

Su Blogger puoi attivare alcune impostazioni che ti aiuteranno ad ottimizzare i tuoi contenuti, ed ora vedremo quali settare nel pannello amministrativo, la dashboard.

Dal menu a sinistra della dashboard, cliccando su Impostazioni visualizzerai una pagina con tutte le impostazioni - per l’appunto - suddivise in sezioni.

Le impostazioni che ci riguardano per ottimizzare il blog in ottica SEO sono:

  • di base;
  • meta tag;
  • crawler e indicizzazione.

Impostazioni di Base.

Partiamo proprio dall’inizio. In questa sezione puoi settare:

  • il Titolo;
  • la Descrizione;
  • la lingua del blog;
  • dichiarare se i contenuti sono per adulti;
  • l’ID di Analytics;
  • la favicon del blog.

Ciò che a noi interessa per la SEO sono il Titolo e la Descrizione.


*qui sopra l’immagine delle impostazioni di base in Blogger del mio blog.

Il Titolo del blog ha una grande importanza, e la scelta dev’essere studiata e ponderata.

Non deve coincidere per forza con l’URL - che contiene il nome del blog -, ma puoi (anzi dovresti) sfruttarlo per inserire quelle parole chiave fondamentali per il tuo blog.

✅ Se vuoi approfondire il tema sulla scelta del nome del blog, puoi leggere il mio post Come scegliere il nome del blog senza fare errori, che poi è il metodo che ho usato io.

Il Titolo del blog occupa un posto tutto suo all’interno del codice di un sito/blog: nei Meta Tags.

I Meta tags sono righe di codice che “a schermo” non si vedono, ma hanno il compito fondamentale di interagire con i motori di ricerca e fornire loro informazioni che riguardano il blog.

Essendo a “stretto contatto” con i motori di ricerca, il titolo può aiutarci a posizionarci per le parole chiave - le keywords - che solitamente ricercano gli utenti che vogliamo attirare.

Le keywords nel titolo del blog aiutano in modo esponenziale a farsi trovare sui motori di ricerca.

Dov’è che compare il Titolo se al suo posto utilizzo un logo?

Se usiamo il logo il titolo compare nella tab della finestra del browser.

Mi sembra di sentirti dire ‘doveeee?’.

Qui 👇, di fianco all’icona del sito


Come impostare i meta tag su Blogger.

Insieme al Titolo, questa è l’impostazione più importante da settare in Blogger.

Abilitare le descrizioni della ricerca significa consetirti di scrivere, per ogni contenuto che pubblichi, una descrizione che verrà letta dal browser e mostrata nei risultati di ricerca.

Il termine tecnico è snippet.


*immagine della sezione Meta Tag in Blogger

Come vedi dall’immagine, ho scritto nuovamente la descrizione del blog anche qui: ti consiglio di fare lo stesso perché questa descrizione sarà lo snippet della homepage del tuo blog.

Per tutti gli altri contenuti, troverai il campo Descrizione della ricerca da compilare nel menu sulla destra nelle pagine e nei post che dovrai creare.

DA RICORDARE! Quando scrivi la descrizione della ricerca non fare l’errore di usare solo parole chiavi. Scrivi, invece, ciò che l’utente troverà all’interno del tuo post: invoglialo a cliccare sul tuo link! È importante sottolineare come il contenuto può aiutare a risolvere il problema per cui è stata fatta la ricerca.

Impostazioni dei Crawler e Indicizzazione.

Questa sezione è forse quella un po’ più tecnica, ed anche quella - non ti nascondo - che mi ha fatto penare di più in tutti questi anni sulla piattaforma Blogger.

Credo che tu sappia ormai cosa sia il file robots.txt.

Il file robots.txt serve a comunicare direttamente con i bot dei motori di ricerca; dice loro cosa deve essere indicizzato e cosa no, e dove leggere la sitemap del nostro blog.


*immagine sezione crawler e indicizzazione di Blogger nel mio blog

Come vedi dall’immagine, io ho aggiunto anche la sitemap delle pagine. Puoi farlo anche tu abilitando il file robots.txt personalizzato.

In questa sezione devi anche abilitare i tag di intestazione robot personalizzati per consentirti di scegliere se indicizzare, oppure no, ogni singolo contenuto. Questa funzione potrebbe essere utile, ad esempio, per le pagine statiche che stiamo reindirizzando, o per la pagina della Privacy Policy.

Bene, la parte più tecnica è terminata. Non è stato tanto difficile, visto?

Per ottimizzare i singoli contenuti in ottica SEO, però, dobbiamo conoscere lo strumento che stiamo usando - nei suoi pregi e nei suoi difetti.


Differenze tra post e pagine su Blogger.

Ciò che sto per dirti è di estrema importanza per la generazione degli URL, che - se ancora non lo sai - sono molto importanti per la SEO.

Ci sono delle differenze tra un post e una pagina nella creazione di un contenuto; i post sono più gestibili rispetto le pagine, soprattutto in fase di post-pubblicazione.

A differenza dei post, nelle pagine:

  1. non puoi scegliere le etichette;
  2. non puoi impostare una data di pubblicazione;
  3. non puoi modificare il permalink.

🚨 Quest’ultimo è il punto più importante!

Nelle pagine di Blogger gli URL vengono generati automaticamente dal titolo che scriviamo. E non sempre il titolo è la parte migliore dei nostri contenuti.

Quindi, prima di scrivere una pagina, pensa al titolo più idoneo e che sia ottimizzato per il posizionamento nei risultati di ricerca.

Cosa tenere in considerazione quando scriviamo il titolo di una pagina?

È bene pensare e scrivere prima i titoli su un qualsiasi strumento di scrittura (Notion, Documenti di Drive, Word, un pezzo di carta), l’importante è scriverlo tenendo a mente che:

  • è meglio evitare apostrofi e congiunzioni;
  • non bisogna utilizzare caratteri speciali (es. vocali accentate), che possono generare codici incomprensili, e underscore;
  • puoi scrivere un titolo ottimizzato, pubblicare la pagina, e poi riscrivere il titolo come piace a te - come ho fatto io in questa pagina.

    Cosa fare quando vogliamo cambiare l’URL della pagina su Blogger?

    Purtroppo su Blogger, non potendo cambiare il permalink delle pagine hai solo una possibilità: creare una nuova pagina con un nuovo titolo ottimizzato per generare il nuovo permalink, e fare un redirect permanente.

    Come faccio a capire quando è il caso di cambiare l’URL di una pagina?

    I motivi che potrebbero spingerti a cambiare un URL sono:

    1. il titolo inserito è troppo lungo, quindi il link è spezzato, cioè troncato, non completo;
    2. per qualche ragione, in passato hai scritto il link in inglese (io mi sono ritrovata anche in questo caso);
    3. il link presenta numeri generati automaticamente (es. about_31.html).

    Nell’esempio il mio caso specifico per cui ho dovuto riscrivere la pagina Chi Sono, creando poi un reindirizzamento permanente verso la nuova pagina.

    ✅ Se non sai come fare, qui trovi il tutorial su Come reindirizzare l'URL di un post su Blogger.


    Preparati come blogger: cosa fare prima di pubblicare.

    Sistemata la parte tecnica, si passa a quella più “divertente”, che non è la scrittura - e il divertente è ironico. Ciò che faremo ora è forse la parte più complessa, ma anche quella che sarà la nostra bussola durante il percorso di content creator: abbozzare la propria strategia

    Quando si sente parlare di strategia siamo portati a pensare a super Piani Editoriali o alla creazione dei migliori contenuti mai pubblicati, oppure ad associare questa parola ai soli professionisti che lavorano online.

    Questo tipo di mentalità ci frena già in partenza, e ci fa pensare che la nostra presenza online non abbia bisogno di avere una Content Strategy per pubblicare sul nostro blog.

    E ci sbagliamo, non sai quanto. 

    Che tipo di strategia ha bisogno una blogger?

    Nel momento in cui abbiamo scelto di comunicare online lo abbiamo fatto con un intento: quello è il nostro obiettivo.

    E dove c’è un obiettivo ci deve essere per forza un modo per raggiungerlo.

    Questo modo è la nostra strategia, che strutturata e pianificata per bene ci farà raggiungere tutti gli obiettivi prefissati - siano essi principali che intermedi.

    Creare una strategia non è facile per tutti, lo ammetto, ma puoi iniziare dalle cose più semplici, pianificando in base a questi 4 fattori:

    • esigenze;
    • ritmi;
    • skills;
    • strumenti a tua disposizione.

    Mi sembra di sentirti… “Ma cosa c’entrano queste cose?”

    Se pensi che il blog debba continuare ad essere il luogo in cui pubblicare un articolo con una semplice immagine, stai avendo una visione ristretta e antiquata di ciò che è il web.

    Il web è profondamente cambiato. Il modo di utilizzare internet è profondamente cambiato.

    Gli utenti, per soddisfare una loro necessità, difficilmente si accontentano di una singola ricerca, di un singolo contenuto, o di una singola piattaforma.

    Nella tua comunicazione puoi anche rivolgerti ad una nicchia, ma in questa ci sono persone che - sebbene abbiano gli stessi interessi - consumano diverse tipologie di contenuti: articoli, podcast, video lunghi, video brevi, guide pdf.

    Lo stesso contenuto può essere proposto in diversi formati, e per 2 ragioni principali:

    1. soddisfare i gusti dei vari utenti;
    2. essere indicizzati per varie tipologie di contenuti.

    Portando come esempio la mia esperienza, tenendo conto di quei 4 fattori, il mio approccio alla creazione dei contenuti è profondamente cambiato, perché ho iniziato ad avere una visione reale di ciò che ero in grado di pianificare, creare e, quindi, pubblicare.

    Una buona strategia, quindi, parte da te.

    📌 Se questi punti elencati ti sono poco chiari, il mio percorso gratuito Pulizie di Primavera può aiutarti a capire come vorresti impostare la tua comunicazione online, che strada percorrere e, quindi, che tipo di strategia pianificare.

    È semplice, infatti, pensare ‘voglio essere online per condividere le mie passioni e magari guadagnare qualcosa’.

    Ma, se non hai un piano a lungo termine e degli obiettivi validi, prima o poi quell’intento non basterà più, specialmente se non costruisci un percorso da seguire: una road map che determini tempi, obiettivi intermedi, traguardi di piccoli progetti, ecc…

    ✨ Se da sola/o hai difficoltà, ricorda che io offro consulenze e un percorso di mentoring pesonalizzato per aiutarti a capire come gestire al meglio il tuo blog e la tua comunciazione online, per capire quali potenzialità possono avere i tuoi contenuti nel web. Vuoi saperne di più? Scopri cosa posso fare per te.


    Scrivere per gli utenti. Ottimizzare per i motori di ricerca.

    📢 Spoiler: il titolo indica esattamente cosa dovrebbe fare una blogger nel momento in cui scrive un contenuto da pubblicare nel suo blog.

    L’obiettivo in comune di tutti i blogger è far leggere il proprio blog. È un dato di fatto.

    Se ci pensi, gli utenti consumano un contenuto fino alla fine quando sono emotivamente coinvolti, o quando pensano di aver trovato la soluzione al problema che li ha spinti a fare una ricerca online. 

    Ma per far sì che i nostri contenuti risultino utili, dobbiamo conoscere le necessità degli utenti. Come? Facendo la cosiddetta indagine di mercato.

    Indagine di mercato nella community.

    I miei articoli molto spesso nascono per rispondere alle esigenze di chi mi segue fedelmente su tutti i canali: la community.

    Fare un'indagine di mercato, però, non significa elencare semplicemente le richieste ricevute nei commenti - sul blog, sui social - nei messaggi di Instagram e nelle email. Si tratta anche di intuire il bisogno di un utente che si trova in un punto in cui io sono già passata, e per cui ho già trovato la soluzione.

    In questa ottica, si tratta di condividere solo ciò che conosco.

    Come fare indagine nella community?

    La prima cosa da fare - la più ovvia - è individuare quegli utenti che sono fortemente interessati ai nostri contenuti, e che interagiscono spesso con noi riguardo agli argomenti che trattiamo. Quando avrai individuato questi utenti, saprai di avere una community che ti segue e che resta in attesa di ciò che pubblichi per sentirsi ispirata e istruita da ciò che comunichi.

    Avere una propria community significa: conoscerla, alimentarla e ampliarla.

    1. Conoscere la propria community: interagendo attraverso i social soprattutto; rispondendo ai messaggi e ai commenti.
    2. Alimentare la community: creando risorse utili - challenge, guide, webinar, workshop - che consentono una crescita.
    3. Ampliare la community: attirando più persone attraverso contenuti mirati a colmare il gap lasciato dai competitor.

    Tre punti che sembrano facili, ma che in realtà sono difficili da attuare. Abbiamo a che fare con persone che non sempre rispondono positivamente a ciò che proponiamo, o che restano del tutto passivi. Mi è capitato spesso, infatti, di ricevere richieste di tutorial, ma quegli stessi utenti sono spariti una volta soddisfatta la loro richiesta. Quindi bisogna armarsi di pazienza (ma proprio tanta, fidati), volontà e costanza.

    ✨ Vuoi individuare la tua community tra tutti i tuoi followers? Lavoriamo insieme per attuare una Content Strategy adatta a te e al tuo pubblico, e creare i contenuti giusti per farti raggiungere i tuoi obiettivi. Scrivimi una email!

    Prima di arrivare alla scrittura vera e propria dell’articolo - dopo aver buttato giù l’idea -, ho preso la buona abitudine inizio di fare un altro tipo di ricerca, per capire come quella mia idea sia già presente online, e come posso riempire il gap lasciato da altri creator - nel caso ci fosse.

    Fare indagine su Google.

    Se scrivi un blog devi conoscere l’ecosistema nel quale stai lanciando il tuo articolo: devi essere curiosa e navigare osservando bene i risultati di ricerca.

    Prima di scrivere un blog post, faccio sempre una ricerca su Google. Vesto i panni del mio utente ideale, ed inizio a percorrere il suo viaggio, tenendo a mente che ho già vissuto il suo problema.

    Sai qual è il trucco in questo tipo di ricerca? L’empatia!

    "Mettersi nei panni dell’utente ideale" non dev’essere solo uno slogan, ma un modo per tornare a quando noi avevamo quel problema e cercavamo una soluzione, senza usare i termini che conosciamo oggi grazie alla nostra esperienza.

    Ti faccio un esempio: ho scoperto una cosa che si chiama SEO, che mi aiuta a farmi trovare su Google.
    Ma come ci sono arrivata?
    Attraverso una mia necessità: come far comparire il blog su Google?

    Se hai notato, il linguaggio è quello di una persona che si approccia per la prima volta a questa tematica.

    Oggi io userei: come posizionare il blog in prima pagina su Google.

    Non uso nemmeno il punto di domanda! Ma soprattutto, scrivo la parola "posizionare", che è davvero molto specifica.

    A cosa serve tutto questo? Serve a conoscere quelle parole che l’utente in target utilizza, per poi inserirle nel post come keywords.

    Ricorda che le parole chiave sono quelle che gli utenti di Google usano per fare le ricerche: sta a noi intercettarle e inserirle nei nostri contenuti.


    Ora, dobbiamo fare attenzione anche a come consideriamo gli utenti. Io ho parlato del mio utente ideale, ma in realtà non lo è! 

    È un utente di Google!

    Questo è il vero segreto della SEO?

    Non oso dirlo… Ma il concetto è che se vogliamo che il nostro blog post venga letto dalle persone che pensiamo possano essere interessate (target, nicchia, utente ideale, fai tu…), dobbiamo convincere zio Google che i nostri contenuti sono utili ai suoi utenti.

    E come si fa?

    Si fa con tutto ciò che ho detto all’inizio: “la SEO è ricerca, analisi, scrittura, strategia, pertinenza, risorsa, cura dell’utente (per citarne alcuni)”.

    Quando un utente inizia una ricerca, Google tiene in considerazione tanti fattori, fra cui:

    • l’intento della sua ricerca;
    • l’interesse dell’utente;
    • il luogo in cui vive;
    • le sue ultime ricerche;
    • i siti che ha già visitato;
    • le ricerche correlate;
    • le ricerche in trend in quell'arco di tempo, persino.

    Come vedi non c’è nulla che riguarda noi - inteso come creatori di contenuti.

    Per Google non siamo importanti noi (idem come sopra), ma il suo utente.

    Noi siamo importanti nel momento in cui aiutiamo Google a soddisfare le richieste del suo utente. Allora zio Google, come premio, ci proporrà fra i primi risultati della ricerca: ci concederà un buon posizionamento.

    Ma fai attenzione anche qui, perché non è detto che se arrivi in cima - o comunque in prima pagina - ci rimarrai per sempre.

    Ecco perché alcuni contenuti devono essere aggiornati e costantemente monitorati.

    Ci sarebbe così tanto da dire anche su questo argomento; come vedi il lavoro che c’è dietro alla gestione del blog è davvero enorme.

    Come fare a capire se il contenuto è davvero utile?

    Il modo migliore per capire se siamo sulla giusta strada è chiederselo.

    1. A chi può servire il mio contenuto?
    2. Risponde ad una domanda?
    3. Risolve un problema?
    4. Dove posso condividerlo per raggiungere il mio pubblico? (perché è importante conoscere “il luogo” in cui si trova la nostra audience)

    Se il tuo contenuto:

    • è pertinente alla sua ricerca;
    • risponde alla sua necessità (a ciò che lo ha spinto a fare la ricerca online);
    • lo aiuta a risolvere il suo problema in modo esaustivo;
    • gli dà la possibilità di approfondire l’argomento (con vari collegamenti pertinenti);

    allora potrai considerarlo un contenuto utile.

    Ad esempio, questo mio contenuto lo trovi interessante? Ti ha aiutato in qualche modo? Fammelo sapere commenti😉

    Questi sono solo alcuni esempi, e tu puoi personalizzare le domande a seconda della tua comunicazione, dell’obiettivo che ti sei posta, dell'argomento del tuo blog, e così via. Non c’è limite!

    Ricorda solo di essere onesta con te stessa. Non darti risposte “ideali”: se un contenuto non va, non va. C’è poco da fare. Punto.

    Non imbrogliare, che Google se ne accorge!

    Attenzione a non cadere nella tentazione di scrivere un titolo e una descrizione che promettono cose che effettivamente non vengono mantenute nel contenuto del tuo articolo. E solo per attrarre gli utenti.

    Mi è capitato spesso, infatti, di seguire link che promettevano guide complete, o soluzioni, ed invece… nulla. Una delusione!

    Google prima o poi se ne accorge!

    Come?

    Da uno degli elementi che più sottovalutiamo: l’interazione dell’utente.

    L’interazione dell’utente comprende il tempo che trascorre sulla nostra pagina o il compiere un’azione qualsiasi (condividendo il post, commentando o cliccando sui link).

    Se gli utenti escono quasi immediatamente dal nostro post, questo perde valore per Google, che con il tempo lo proporrà sempre meno, e di certo non posizionandolo in prima pagina.

    Inoltre non dimentichiamo che Google legge il contenuto dei nostri articoli.

    Ecco perché è fondamentale scrivere per gli utenti, dandogli la migliore esperienza possibile, così che - magari - possano tornare sui nostri blog. 


    🚨 N.B. Con l’arrivo di AI Overview, Google ha iniziato a giocare un po’ sporco con i blogger: noi facciamo il grosso del lavoro scrivendo articoli anche complessi (come questo), e lui ne prende pezzetti per creare nuovi contenuti da proporre ad inizio di ogni SERP (pagina dei risultati di ricerca).

    C’è chi la chiama innovazione, ma molti sono d’accordo sul fatto che le visite sono calate con l’avvento di AIO, soprattutto per i piccoli blog nonostante un buon posizionamento nella SERP "tradizionale". Infatti, alcuni miei post in prima pagina non risultano tra le risorse prese da AIO, eppure sono in prima pagina da moltissimo tempo. Perché?

    Una risposta ce la dà questo articolo di SEOZoom

    🚨 AGGIORNAMENTO (dopo aver scritto questo articolo).
    Dopo aver scritto i dati strutturati mancanti nel codice del mio blog, e aver aggiornato e migliorato il copy, anche alcuni miei post sono stati presi in considerazione da AIO. Quindi non è impossibile. Nemmeno per chi è su piattaforma Blogger✌️


    Scrivere un buon blog post non garantisce il posizionamento nei motori di ricerca, te lo dico subito.
    Ecco perché è importante l’ottimizzazione: per arrivare a quante più persone possibili. 

    Il mio processo di scrittura e di pubblicazione sul blog.

    Siamo arrivati alla parte in cui ti parlo del mio processo di scrittura di un articolo prima della sua pubblicazione. Niente di complicato: creo semplicemente una serie di task che seguo e che mi semplifica il lavoro di scrittura.

    Le mie task mi aiutano a decidere in anticipo:

    • obiettivo post
    • titolo
    • descrizione della ricerca
    • URL
    • keywords
    • titoli paragrafi (in pratica i punti da sviluppare nel post)
    • categorie/etichette
    • link da inserire
    • CTA (in base all'obiettivo del post)
    • file media da preparare

    Una volta che hai chiarito le idee su cosa puoi proporre di utile al tuo pubblico, puoi passare alla scrittura del tuo post, ma solo dopo aver dato al tuo contenuto uno scopo, un obiettivo.

    Ogni contenuto deve avere il suo obiettivo.

    Ti dico subito che l’obiettivo non dev’essere per forza unico: può anche essere in comune con altri tuoi contenuti, specialmente se sono interconnessi e correlati tra loro. Ciò significa che avrai più contenuti che ti aiuteranno a raggiungere un tuo obiettivo, creando una rete di link interni per regalare all’utente un viaggio efficace e idoneo a rispondere alle sue necessità.

    Pensare all’obiettivo, inoltre, non solo ti aiuterà nella scrittura del tuo articolo, ma saprai anche dove inserire le tue Call To Action (CTA).

    Cosa sono le CTA?

    Le CTA sono quelle azioni che chiediamo all'utente di compiere durante la lettura del nostro contenuto oppure alla fine, e comunque prima che lasci la nostra pagina.

    Tutto dev'essere pensato e pianificato prima di iniziare a scrivere, anche le CTA.

    Non pensare che io stia correndo troppo, perché strutturare in anticipo la scrittura dei tuoi contenuti significa creare un processo di attività che dovrai svolgere prima, durante e dopo la pubblicazione.

    Per questo tipo di processo io mi aiuto tantissimo con uno strumento che tu forse già conosci: Notion.

    Perché Notion è l’ideale per la pianificazione dei tuoi contenuti online?

    Ognuno di noi utilizza gli strumenti che riesce a comprendere e gestire meglio, quindi non sentirti “obbligata” ad usare ciò che uso io, solo perché sembra “fighissimo”.

    Anche se effettivamente lo è 😎

    Notion lo trovo ideale, perché mi permette di creare i database, nei quali raccolgo tutte le informazioni e il materiale per gestire al meglio la pianificazione e la programmazione dei contenuti, creando liste di post da pubblicare e da aggiornare.


    *immagine del mio Master Content creato in Notion


    Usare Notion mi fa risparmiare tempo e mi aiuta a restare focalizzata, proprio perché mi consente di creare e seguire facilmente un processo di lavorazione.

    🧡Vuoi saperne di più? Scrivilo nei commenti👇

    ✨ Se non conosci ancora questo strumento, puoi dare un’occhiata al mio video nel quale ti presento il template gratuito di Notion che ho preparato per la mia community. Il template è gratuito, ma se vuoi fare supportare il mio lavoro mi farai felice 🥰 Trovi il template di Notion nel mio Ko-fi 👉 qui.


    Alcune considerazioni sul blogging.

    In questo gioco della “creazione del contenuto perfetto per l’utente”, bisogna stare molto attenti a non dimenticarci di noi, altrimenti rischia di diventare una roulette russa.

    Quando ti concentri al 100% nella creazione di contenuti per la tua nicchia, stai pur certa che prima o poi il pozzo si esaurisce, e rischi di perdere la gioia del blogging.

    Parlo per esperienza personale - come sempre -, e parecchie volte ho avuto modo di confrontarmi con blogger, che blogger non lo sono più proprio per questo motivo.

    E allora che si fa? Si scrive per gli utenti o no?

    L’ideale sarebbe scrivere per gli utenti, ma anche per noi; trovare un compromesso, come per tutte le cose di questo mondo.


    Ho visto un documentario su Miyazaki, fondatore di Studio Ghibli. Veniva ripreso mentre lavorava. La sua frustrazione durante la produzione di un film raggiungeva picchi altissimi, e doveva ricorrere a periodi di isolamento per ritrovare sé stesso.

    Un giorno chiese al documentarista di non riprenderlo perché ciò che stava disegnando non era lavoro, ma stava facendo, gratuitamente, qualcosa per un asilo. E questo gli dava piacere. Lo rendeva felice.

    Miyazaki aveva creato il suo spazio per ricaricarsi e lasciare andare quelle aspettative che gli causavano enorme stress, ritrovando la gioia in quello che faceva.


    Ecco dovremmo creare quell’angolo sicuro nel nostro blog, nel quale ogni tanto possiamo rifugiarci, per essere felici, per riscoprire il piacere del blogging. Non è semplice, io ci sto ancora lavorando, anche se credo di aver fatto qualche passo avanti. 

    Il mio posto felice l’ho trovato quando ho deciso di cominciare a scrivere su Cappuccino Time, mettendo da parte SEO, post performanti, aspetto grafico accattivante e in linea col mio brand.

    Cappuccino Time è il mio spazio in cui raccontare la vita online attraverso la mia esperienza e il mio personale punto di vista: chiacchiere e riflessioni di una blogger, in uno spazio oltre il blog.

    Grazie a Cappuccino Time ho ritrovato la gioia di scrivere per me stessa, con la mia personalità e, soprattutto, concedendomi di spaziare toccando diversi argomenti.

    E non immaginate quando questo sia salutare per la propria creatività.


    Per scrivere questo contenuto ho impiegato molto tempo, quindi mi farebbe davvero piacere se rispondessi alle domande che ti ho posto all'inizio🤗

    Se hai dubbi o domande, non esitare a scriverle nei commenti✌️

    Blog in pausa: i miei consigli per non 'rovinare' il tuo blog 🏡

    Ci sono diverse motivazioni per cui potresti decidere un giorno di mettere il blog in pausa. Non c’è niente di male in questo, ma se proprio dobbiamo farlo cerchiamo almeno di salvaguardare tutto il lavoro che è stato fatto sul blog e che lo ha portato magari ad avere un buon posizionamento su Google.

    In questo post ti do un paio di consigli per evitare di fare errori quando metti il blog in pausa, e rovinare anni di blogging.

    Il mio primo consiglio potrebbe risultarti strano, ma in realtà, se ci pensi bene, ha senso.

    1. Non scrivere un post in cui annunci la pausa, a meno che…

    …tu non abbia un blog personale nel quale hai costruito un dialogo quasi intimo con gli utenti, grazie al racconto della tua quotidianità; allora potrebbe essere giusto scrivere la motivazione della pausa, proprio per il rapporto che si è instaurato.

    Non dimenticare, in questo caso, di invitare gli utenti a seguirti sui social per restare comunque in contatto con te, in modo da avvisarli quando il blog tornerà attivo.

    Se, invece, hai un blog di risorse ed utility come il mio non hai motivo di spiegare agli utenti il periodo di pausa che ti sei presa. In questo caso, se tratti il blog come uno strumento del tuo lavoro, mantenere una comunicazione “impersonale” è la cosa migliore, tanto zio Google lavora lo stesso per mantenere “attivo” il nostro blog (se abbiamo fatto un buon lavoro di SEO, ovviamente).

    2. Attiva la moderazione dei commenti.

    Questo è un consiglio che può salvare il tuo blog, quindi prendilo davvero in considerazione.

    Mettere in pausa il blog significa non occuparsene, e quindi lasciarlo alla mercé di persone (o bot) che potrebbero inzozzare i post con commenti spam e inopportuni.

    Ho scritto il post Commenti nel blog: mostrarli, moderarli o nasconderli? nel quale ti dico come evitare che ciò accada e cosa bisogna settare nelle impostazioni.

    Ma se davvero vuoi stare tranquilla, ti consiglio di scegliere di non consentire mai i commenti. In questo modo non dovrai preoccuparti di moderarli in futuro.

    Un metodo che ti suggerisco - qui su Blogger - è quello di settare l’opzione “Chi può inserire i commenti?” nella sezione Commenti delle impostazioni.

    Scegli “Solo membri di questo blog”.

    3. Prima di tornare, fai il punto della situazione.

    Se hai deciso di prenderti una pausa, una delle cause potrebbe essere perché sei a corto di idee, o perché non sei totalmente soddisfatta dell’argomento che hai deciso di trattare.

    Tranquilla, è normale.

    In questo caso, analizzare la situazione generale, e lo stato della tua comunicazione, può aiutarti non solo a riprendere in mano il tuo blog, ma a ripartire poi alla grande!

    Ho preparato un percorso gratuito di analisi: Pulizie di Primavera.

    Grazie a questo percorso potrai:

    • analizzare lo stato del tuo blog e della tua comunicazione;
    • riorganizzare contenuti e categorie;
    • identificare link “rotti” che danneggiano i tuoi post grazie ad un video tutorial incluso.

    Il percorso è gratuito, ma se vuoi puoi sostenere il mio lavoro offrendomi un cappuccino, grazie🧡

    Hai bisogno di una consulenza?

    Ecco cosa posso fare per te:

    • studierò il tuo problema e preparerò il materiale con la mia analisi e consigli per lavorare in autonomia in futuro;
    • faremo una video chiamata di almeno 1 ora e 30 minuti durante la quale affronteremo il tema della consulenza, attraverso la visione del materiale con l’analisi che ti invierò durante la call.

    Scrivimi per avere maggiori informazioni. Contattami!

    In conclusione…

    Mettere il blog in pausa è ok, l'importante è farlo bene prendendo tutte le precauzioni per non rovinare il lavoro che è stato fatto negli anni.

    In fondo, come dico sempre, il blog è casa nostra 🏡


    Hai mai messo il blog in pausa?
    Hai avuto problemi con i commenti o con la performance dei post?
    Mi piacerebbe sapere la tua esperienza
    😊

    Google ha penalizzato il mio blog: ecco perché ho eliminato il mio ultimo post.

    A giugno avevo pubblicato un post su come inserire e personalizzare il bottone iscriviti alla newsletter, ma se ti stai chiedendo dov'è questo tutorial, ti rispondo che qui non c'è più. Dopo qualche giorno, infatti, ho dovuto rimuovere il post perché Google me lo aveva penalizzato!

    perché Google ha penalizzato il mio blog

    Cosa sia successo nello specifico non so dirtelo, posso solo ipotizzarlo in base a delle ricerche fatte nella guida di Google e nel responso dell'indicizzazione di Search Console.

    Problemi di indicizzazione.

    Appena pubblicato il post, ormai lo sai già, la prima cosa che faccio è andare su Google Search Console per indicizzarlo manualmente. E fin qui nulla di sbagliato. Ma appena termino l'operazione GSC mi dice che il contenuto non può essere indicizzato.

    Nessun miglioramento dell'URL.

    Non ricordo con esattezza la frase di avvertimento, ma il significato era senz'altro questo. Ho pensato 'ma cavolo, è scritto bene, sono12 anni che faccio blogging... dove sta il problema?'.

    Cambio quindi l'URL, modificandolo leggermente. Niente, ancora errore di indicizzazione. E che cacchio.

    Errore di reindirizzamento.

    'Whaaaat? Come fa ad esserci un errore del genere???'. Più o meno questa la mia prima reazione, tranquilla, quasi sull'indifferente. Fino a quando non apro la scheda dove viene segnalato l'errore e vedo che questo arriva da un link che appartiene ad un altro blog.

    E qui PANICO!

    Come fa ad esserci un errore di reindirizzamento su un post appena pubblicato? E per giunta da un blog che non è il mio?

    Vado a controllare quel blog e capisco tutto.

    Hai presente il gadget dei Lettori Fissi? Ecco chi decide di diventare un lettore fisso di un blog ha la possibilità di leggere un'anteprima dell'ultimo post pubblicato nella propria sezione Elenco Lettura (lo trovi nel menu a sinistra in basso). Fra i gadget di Blogger si trova Elenco Blog, che, se inserito nella sidebar, mostra gli ultimi post pubblicati dei blog seguiti.

    Nel modificare l'URL, nonostante la modifica fatta nel giro di 5 minuti e, successivamente, il reindirizzamento permanente, l'errore continuava a persistere. Così ho pensato di bloccare dalla lista dei followers quei blog che continuavano a darmi errore.

    Google penalizza i contenuti duplicati.

    Il titolo del paragrafo dice già tutto.

    Essendo un post nel quale spiegavo come personalizzare un link, e avendolo spiegato già in più di un post, Google ha considerato quello come contenuto duplicato, annullando praticamente la mia visibilità nei risultati di ricerca.

    Avevo poco più di 50 visite al giorno! E di nuovo panico!

    Ecco cosa ho fatto per limitare i danni:

    1. ho eliminato il post, con la speranza di farne un video sul mio canale YouTube nelle prossime settimane
    2. in GSC ho reinviato la sitemap con l'aggiornamento dei post pubblicati
    3. in GSC ho eliminato dalla scansione il link alla pagina del post, perché dopo qualche giorno continuava a notificarmi l'errore di convalida del link
    4. infine ho ripristinato le followers nella mia lista dei lettori preferiti.

    Insomma, non è stata una bella esperienza per il mio blog, ma grazie a questa ho imparato cosa controllare e come risolvere il problema qualora si ripresentasse. Ma mi auguro di no 😅.


    Ti è mai capitato qualcosa del genere? Come lo hai affrontato?
    Fammi sapere con un commento :)

    Come indicizzare un post su Google Search Console

    Come faccio a comunicare a Google che un nuovo post è online, e quindi richiederne l'indicizzazione?

    Quando Google scansiona i nostri contenuti lo fa attraverso la lettura della sitemap, un file che, generandosi automaticamente su Blogger, racchiude in ordine cronologico i contenuti pubblicati nel blog.

    Come indicizzare un post su Google Search Console

    A volte capita che la sitemap non venga letta bene, e che Google si perda dei contenuti; a me per esempio conta sempre un post in meno di quanti ne siano effettivamente pubblicati. Mi trovo così costretta a fare richiesta di indicizzazione. Come?

    Con un metodo semplicissimo e veloce su Google Search Console!

    A cosa serve Google Search Console?

    Search Console è uno dei tanti strumenti messi a disposizione da Google per aiutarci a gestire il blog e monitorare sia il Rendimento che la Copertura dei nostri contenuti.

    Il Rendimento mostra (per un dato periodo di tempo) quanto il contenuto risponde ai seguenti 3 parametri principali:

    • le Query, le parole chiave inserite nella casella di ricerca di Google;
    • i Clic, cioè quante volte il contenuto che risponde a quella query viene cliccato;
    • e le Impressioni, ovvero quante volte compare nei risultati per quella specifica query.

    La Copertura, invece, ci mostra se ci sono problemi dovuti ad errori, o se ci sono pagine escluse, cioè non indicizzate perché bloccate dal file robots.txt.

    Il file robots.txt (per dirla in modo semplice, perché sai che mi piace parlare come mangio) è un file che comunica direttamente con i motori di ricerca e indica loro cosa possono leggere nel nostro sito e cosa no. Se vuoi approfondire l'argomento ti onsiglio di leggere l'Introduzione ai file robots.txt di Google.

    Richiesta indicizzazione di un post

    Pronta a comunicare a Google che il tuo post è online? Allora vai in Search Console e, dopo averlo copiato, incolla il link del tuo post nella barra del Controllo URL.

    Search Console richiesta indicizzazione di un post

    Comparirà una schermata grigia e triste. Beh, non preoccuparti, con i giusti passaggi le spunte alla fine diventeranno verdi :)

    In questa pagina ti viene detto che l'URL non si trova su Google, ma noi lo abbiamo pubblicato, allora com'è possibile? Questo accade perché nel momento in cui viene scansionata, letta, la sitemap l'URL non era ancora presente.

    Abbiamo quindi due possibilità:

    1. aspettare che Google faccia tutto il giro della sitemap e arrivare, finalmente, alla lettura del nuovo post
    2. forzare l'indicizzazione.

    Indovina quale preferisco? Esatto, la numero 2!

    Clicca su Testa URL Pubblicato e Google controllerà che effettivamente il post sia stato pubblicato e, quindi, presente online.

    Come indicizzare un post su Google Search Console

     

    Quando l'URL viene trovato potrai fare richiesta di indicizzazione cliccando sul link.

    Come indicizzare un post su Google Search Console

     

    That's all, folks!

    Semplice, facile e veloce. Conoscevi questo metodo?
    Usi Search Console per monitorare il tuo blog?
    Fammi sapere nei commenti!


    Come indicizzare un post su Google Search Console
    Come creare contenuti interessanti per il blog
    Come creare contenuti interessanti per il blog

    È frustrante quando non vedi abbastanza commenti sotto ai post, soprattutto quando impieghi anche una settimana per scriverne uno. Ti chiedi se vale ancora la pena scrivere, mantenere i costi del dominio, e altre cose del genere.

    Automaticamente pensi che i blog siano morti, che nessuno li legge, ma non è così!

    Il blogging non è affatto morto, è semplicemente cambiato, trasformato, adeguato e adattato alla nuova comunicazione online. 

    In un certo senso si è evoluto per rispondere al meglio alle esigenze del pubblico di destinazione, ovvero la nicchia alla quale si rivolge, che con gli anni è diventata più esigente, in fatto di qualità e di diversificazione dei contenuti proposti.

    Lavorare per rendere più interessanti i contenuti del blog ci aiuterà ad aumentare il traffico e le interazioni.

    Come funziona il blog?

    Prima di continuare è bene ricordare come funziona il blog, cioè qual è il suo scopo.

    Lo scopo del blog è quello di condividere l'esperienza personale e/o professionale del blogger, mettendola a disposizione del suo pubblico ideale, permettendogli così di ottenere risposte alle proprie necessità (risolvere un problema, imparare un nuovo piatto in cucina, ecc...).

    Quindi abbiamo da un lato il blogger che produce contenuti, e dall'altro l'utente che cerca risposte attraverso un motore di ricerca, che può essere Google, ma non solo. Te ne parlerò più avanti.

    Ecco perché i blog non sono morti!

    Che il blogging sia vivo e vegeto non vi è dubbio, e la risposta è strettamente legata all'altra domanda: c'è ancora qualcuno che legge i blog?

    Come ti ho appena detto, la condizione per cui il blog venga letto è determinata dalla ricerca dell'utente attraverso il motore di ricerca: il cosiddetto traffico organico (non a pagamento e senza tenere conto del traffico generato dai social).

    Ho fatto qualche ricerca, io stessa, per capire, innanzitutto, quanti siti e blog ci sono in internet e il risultato è a dir poco strabiliante. Ebbene, in internet ci sono più di 1,74 miliardi di siti web, di questi più di 500 milioni sono blog.

    Ok, respira, perché so che starai sgranando gli occhi pensando 'cazzarola'. Ma se questi numeri ti hanno stupita, aspetta di vedere i prossimi.

    Nel mondo, su Google, vengono fatte più di 40mila ricerche al secondo; più di 3,5 miliardi al giorno; e più di 1,2 triliardi in un anno.

    Ora, se tu fai una ricerca su Google noterai subito che la stragrande maggioranza dei risultati sono articoli di blog e se sei arrivata fin qui proprio da una ricerca è la prova definitiva che i blog non sono morti.

    La missione del blog: centra la tua comunicazione.

    Mettiamo il caso che tu abbia fatto questa ricerca, che ti ha portata da me, proprio perché il tuo blog sembra non decollare, e quindi sembra morto, perché non ha interazioni, ovvero commenti, condivisioni, conversioni (come nuove iscrizioni alla newsletter che possono arricchire il tuo pacchetto clienti). In questo caso, prima di tutto, devi analizzare la tua comunicazione e capire se stai comunicando al pubblico giusto, con degli argomenti giusti

    Non andrai molto lontano con il blog se non hai una mission e, grazie a questa, non fissi degli obiettivi.

    Guida gratuita per aiutare le blogger a definire la Mission e ripartire alla grande con il blog

    Nella mia guida gratuita ti spiego come definire la tua mission e trovare la tua nicchia. Devi assolutamente sapere di Cosa parli, a Chi lo stai dicendo e Come vuoi esporre i tuoi argomenti.

    Queste sono le mie fantastiche 3 C!

    Grazie a 3 piccoli esercizi che trovi nella guida, scoprirai come determinare questi 3 punti, facendoli diventare la mission del tuo blog.

    Domanda: la mission del blog può cambiare?

    Certo! Il blog cambia insieme a noi: noi ci trasformiamo con gli anni, maturiamo, impariamo cose nuove. Il blog è parte di noi, e come tale anche lui subisce trasformazioni.

    Con gli anni ho fatto esperienza e ho imparato a conoscere il mio potenziale. Nel frattempo, grazie ai commenti sul blog, alle email ricevute e ai direct su instagram, ho capito quali sono le esigenze delle blogger che mi seguono. Ho definito così, ancora una volta, la mia Mission:

    Aiutare le donne blogger, con esperienza medio/bassa, a cogliere il potenziale e le opportunità che il blog può dare, attraverso contenuti creativi e ispirazionali.

    Come vedi la mia mission racchiude tutte e 3 le fantastiche C, evidenziando a quale nicchia mi rivolgo.

    Quindi, la cosa che devi fare subito è identificare la tua nicchia.

    Ne abbiamo tutti la nausea di questa parola... Ma che cos'è, effettivamente, la nicchia?

    La nicchia è un gruppo circoscritto di persone che hanno in comune un interesse, una necessità, o qualsiasi altra cosa serva a identificarli e inserirli in un unico insieme. 

    come rendere interessante il blog per la propria nicchia

    Ultimamente, proprio perché conosco le esigenze di chi mi scrive, ho modificato la mia nicchia. Prima mi rivolgevo a tutte le blogger (target), in particolare a quelle con un blog su piattaforma Blogger (nicchia).

    Non funzionava. Ho notato, infatti, che il mio post Come aprire un blog su Blogger era sì ben piazzato, ma non veniva cliccato. Perché? Beh, credo sia perché le persone siano più propense ad avere un blog con WordPress.

    Ciò che invece mi vengono spesso chiesti, sono consigli pratici e semplici sulla gestione del blog, a prescindere dalla piattaforma. Sono cose che magari ho dato per scontato, ma che per le aspiranti blogger e per chi ha poca esperienza non lo sono affatto.

    Non preoccuparti di restringere il campo, pensando di ritrovarti con meno visitatori. Saranno i tuoi contenuti di qualità a fare la differenza, perché otterrai più benefici da un utente interessato che trascorre 10 minuti sul tuo blog, piuttosto che da 10 utenti che arrivano e se ne vanno in meno di 5 secondi.

    Ho ragione?


    Cosa fare per creare contenuti interessanti e di valore.

    Una volta fatto questo devi assicurarti di evitare di commettere alcuni errori e guardare al tuo blog non solo come uno strumento per condividere le tue passioni e la tua vita, ma come un'opportunità di crescita professionale sfruttandone il potenziale per fare business.

    1. lavora sulla qualità, non solo sulla quantità

    Pubblicare post dopo post, significa avere più traffico, e se monetizzi con il tuo blog, potrebbe significare fare più soldi. Non c'è nulla di sbagliato in questo, se i tuoi post sono una risorsa utile alla tua nicchia.

    Puntare sulla qualità significa mostrare al tuo pubblico che conosci l'argomento di cui stai parlando; che possono trovare subito le risposte che cercano; che possono imparare qualcosa da te, essere ispirati, e quindi invogliati a ritornare in futuro.

    Abbiamo visto quanta competizione c'è là fuori: spiccare fra più di 500 milioni di blog non è facile. Per questo bisogna distinguersi, essere riconoscibili e non risparmiarsi sui contenuti.

    Uno dei miei errori più grandi fatti nel mio blog è stato quello di scrivere post non sufficientemente approfonditi: centellinare i contenuti non aiuta il blog, piuttosto è il contrario.

    non essere super impegnata, sii produttiva

    Un blog ha successo quando genera traffico e conversioni, ma a dirla tutta mi accontento anche delle interazioni, che includono le condivisioni (quindi condividi amica, condividi!).

    Se il blog produce contenuti che rispondono in modo appena sufficiente alle esigenze dell'utente, questo lascerà il blog, senza alcuna interazione, e difficilmente vi farà ritorno. Il nostro scopo, invece, è quello di trattenerlo il più a lungo possibile per due semplici motivi:

    1. fidelizzare l'utente creando contenuti che rispondano alle necessità della nostra nicchia;
    2. dire a Google che i nostri contenuti sono di qualità perché approfondiscono l'argomento.

    Sappi però che un post breve non significa, necessariamente, che non sia di qualità, dipende tutto dallo scopo che ti sei prefissata.

    Post come tutorial e DIY, infatti, possono contenere anche testi brevi, ma immagini (step by step) e video dimostrativi sono molto utili per approfondire l'argomento e soddisfare la sete di apprendimento dell'utente.

    Ricorda, inoltre, che non conosci il livello di conoscenza dell'utente che arriva sul tuo blog: scrivi il post come se stessi parlando con un'amica che non conosce l'argomenti che tratti, spiegando anche ciò che tu pensi sia scontato.

    2. blog personale, ma non troppo

    Premessa: nel mio blog parlo di blogging come opportunità di crescita professionale e strumento per monetizzare (perché almeno le spese dell'hosting le vogliamo coprire?) attraverso la giusta comunicazione.

    A cosa mi riferisco quando parlo di blog personale?

    Il blog personale è quello in cui scendi tu in campo, mettendo in gioco tutta stessa, faccia compresa. Un blog personale può, e deve secondo me, essere considerato un blog professionale quando ha una Mission, un obiettivo ben preciso, che rispecchia in parte ciò che ho scritto fin'ora.

    Come creare contenuti interessanti per il blog

    Devi pensare che su internet gli utenti navigano per due ragioni fondametali: intrattenimento e approfondimento.

    Se il tuo blog personale è pensato come un diario online, nel quale condividi la tua vita, i tuoi viaggi, le feste in famiglia o i tuoi racconti, sei senz'altro nella categoria di intrattenimento e sappi di avere grossi competitors: i social media.

    Con i social media, infatti, che raccolgono sempre più utenti attivi interessati alla tua quotidianità e a ciò che fai in tempo reale, competere diventa sempre più difficile, ma non impossibile. Puoi, infatti, continuare a trattare degli argomenti che ami, finalizzandoli verso un obiettivo ben preciso.

    Ecco un paio di esempi:

    2.1 condividere la tua vita

    Hai deciso di parlare della tua quotidianità, di ciò che di importante accade nella tua vita. Magari stai affrontando un momento particolare, o lo hai già affrontato e stai condividendo le conseguenze.

    Bene, fai in modo che le persone che stanno vivendo la tua stessa situazione entri in empatia con te, e se hanno già superato l'ostacolo offri loro l'opportunità di darti dei consigli (anche queste sono call to action) che potrai raccogliere in un post che magari ti porterà molto traffico, diventando il tuo content hero

    2.2 parlare dei tuoi viaggi

    Di blog che parlano di viaggi ce ne sono una moltitudine e poter spiccare diventa possibile se scegli la tua nicchia con cura, restringendola per quanto ti è possibile.
    Qualche esempio:
    1. viaggiare con bimbi al di sotto dei 7 anni
    2. in viaggio con un bimbo disabile
    3. weekend con un budget di 100€
    4. in giro per gli ostelli della tua regione o d'Italia

    Insomma, più restringi la nicchia e più hai la possibilità di aumentare il tuo traffico, e di convertirlo in nuovi iscritti alla tua newsletter, così da rendere gli utenti lettori fedeli, e chissà, in futuro, farli diventare clienti.

    3. scegli un argomento principale: diventa un esperto!

    Il blog generico, che parla di tutto e di più, non funziona più tanto. O meglio, funziona se dietro c'è un gruppo di persone che scrive post per diverse categorie, racchiuse tutte nello stesso blog. Ecco un sito così si chiama magazine, ma non credo sia il nostro caso.

    Se ti fermi a pensare cosa ricerchi di più su internet, che tipo di argomento ti piace di più e che tipo di abilità stai acquisendo maggiormente, probabilmente hai trovato sia l'argomento da trattare nel tuo blog che la tua nicchia.

    Come ho scritto infatti nella mia guida su Come definire la mission del blog, io ho trovato la mia nicchia guardandomi allo specchio. Proprio così: io non faccio altro che rivolgermi alle blogger principianti, o future blogger, che hanno voglia di migliorare il loro blog attraverso consigli e tutorial facili da comprendere, perché io anni fa cercavo questo.

    In parole povere, è come se stessi parlando alla Simona del passato.

    Ho studiato tanto, anche fino all'una di notte, mentre figli e marito dormivano, per imparare come scrivere codici HTML e come migliorare il mio blogging per aumentare il traffico. Tutto ciò che ho imparato l'ho sempre messo a disposizione degli utenti, e quando pensavo di aver esaurito le idee, erano loro stessi a suggerire che tipo di post scrivere.

    Sai perché? Perché ero diventata il loro punto di riferimento! 

    4. non praticare il clickbait

    A guadagnare la fiducia degli utenti ci vuole tanto, ma davvero tanto; a perderla ci vuole meno di un secondo. Come? Facile, prendendoti gioco di loro!

    I clickbait fanno proprio questo: prendono in giro gli utenti, persuadendoli a cliccare su un titolo sensazionale, ma proponendo loro un contenuto che non rispecchia la promessa.

    Il titolo, infatti, è una sorta di promessa sulla qualità del contenuto del post.

    Se cominci a scrivere titoli acchiappaclick e poi all'interno del post l'utente ci trova fuffa... beh, non è che sia proprio una bella cosa.

    Vogliamo aumentare il traffico sì, ma dobbiamo avere un'etica anche in questo.

    Crea contenuti per tutti i tipi di utenti.

    Come ho scritto ad inizio post, l'utente con gli anni è diventato più esigente, in fatto di qualità e di diversificazione dei contenuti proposti.

    Pensa se io ti avessi proposto questo mio post lunghissimo senza nessun tipo di formattazione, senza immagini, senza video; solo una sfilza di parole una dietro l'altra, tanto da rendere il contenuto noioso anche per me stessa. Scrivere un post formattato correttamente aiuta la lettura.

    Diversificare i contenuti, poi, vuol dire rispondere ai gusti diversi degli utenti, perché anche se fanno tutti parte della stessa nicchia non è detto che abbiano gli stessi gusti.

    Troverai l'utente a cui piace leggere il post, e quello che non ha tempo per stare con gli occhi inchiodati allo schermo e preferisce ascoltare ciò che hai da condividere.

    Immagini, video, podcast possono fare la differenza, anche nelle condivisioni, e un post condiviso ha molte probabilità di aumentare il suo traffico.

    Sul mio profilo instagram ho realizzato un video nel quale ti parlo del perché i blog non sono morti. Guarda il video!

    Lavora sulla User Experience.

    Forse una delle cose a cui non diamo troppo peso, è l'esperienza dell'utente: la cosiddetta user experience (o UX per i tecnici).

    L'esperienza dell'utente si misura su alcuni valori che dal mio punto di vista, come utente prima che come blogger, ho potuto constatare essere fondamentali per una usabilità soddisfacente.

    1. dare tutto e subito

    Questo è stato il mio errore più grande per tanti anni: non dare tutte le informazioni in un unico post.

    Ho sempre pensato di scrivere per quella cerchia di persone che mi seguiva frequentemente, e che quindi conosceva già gli argomenti da me trattati, di conseguenza evitavo di approfondire.

    'Loro già sanno a cosa mi riferisco' pensavo... sbagliando.

    Dobbiamo, invece, abituarci al fatto che il nostro blog ha molteplici porte (post) dalle quali gli utenti entrano. E ricorda che:

    1. non tutti gli utenti entrano dalla stessa porta
    2. non tutti gli utenti sono di ritorno e di conseguenza conoscono te e gli argomenti che tratti.

    Prova ad immaginare un dialogo fra te e una persona che è completamente ignorante sull'argomento da te trattato. Se vuoi farti capire, ma soprattutto se vuoi che gli resti qualcosa, migliorandolo come persona o come professionista, devi immaginare di parlare ad un bambino che fa tante domande (perché questo si fa così? cosa significa questo? ecc...).

    Quindi, quando scrivi un post, fatti delle domande e rispondi cercando di essere esauriente.

    Domande e risposta potrebbero diventare i paragrafi del tuo post, dando all'utente un testo piacevole da leggere.

    2. Crea un percorso con i link interni. 

    In questa ottica del dare tutte le informazioni che hai a disposizione all'interno di un unico post, considera come aggiunta di enorme valore l'inserimento di link interni, che colleghino fra loro i post strettamente connessi.

    Certo, ormai tutti i blog hanno i post correlati sotto ai singoli articoli, ma questi potrebbero non essere argomenti di approfondimento.

    Crea un percorso con i link interni

    È sempre bene, quindi creare una mappa di link relativi all'argomento che stiamo trattando e inserire i vari percorsi all'interno del post. Così facendo accompagneremo l'utente, durante la visita, affinché possa soddisfare le sue domande attraverso le risposte che gli forniremo noi.

    3. dichiarare subito la soluzione. 

    Quanto tempo impieghi per leggere le prime 5 righe di un post?

    Ecco, quello è il tempo che tu hai a disposizione per agganciare il lettore!

    Riuscire ad entrare in empatia, confessare che tu hai avuto il suo stesso problema, ma che hai trovato la soluzione che potrebbe essergli di aiuto, è fondamentale.

    Prova a seguire questo schema:

    1. esponi il problema che ti ha fatto passare notti insonne
    2. dichiara la soluzione
    3. annuncia i benefici che la soluzione ti ha portato
    4. mostra il processo che ti ha portata alla soluzione
    Tirarla troppo per le lunghe, prima di arrivare alla soluzione, potrebbe essere dannoso: non tutti sono disposti a regalarti il loro tempo per leggere un post lunghissimo che alla fine li deluderà

    Dichiarare la soluzione e annunciarne da subito i suoi benefici ti darà l'opportunità di stuzzicare la curiosità degli utenti,che saranno quindi più propensi a continuare la lettura del post.

    Usa un calendario editoriale

    Anche di questo ho creato un post specifico, che puoi trovare qui per scaricare gratuitamente il mio Calendario Editoriale per la gestione del blog e la raccolta delle statistiche dei canali social (e molto altro!). Nel post trovi anche il video dimostrativo nel quale ti illustro tutti i fogli di cui è composto.

    calendario editoriale per pianificare il blog

    Perché usare il calendario editoriale?

    Perché è uno strumento che ti permette di pianificare i contenuti in base alle categorie, alla stagionalità (diy, home decor per l'autunno, ecc...), alle festività (Natale, s. Valentino, ecc...) e il tutto in largo anticipo.

    Ti consiglio di provare!

    Vai oltre al blog

    Ricordi quando ad inizio post ti ho detto che Google non è l'unico motore di ricerca? Bene.

    Esistono altri 2 famosi canali utilizzati dagli utenti per fare ricerche e approfondimenti sugli argomenti di loro interesse: Youtube e Pinterest.

    Youtube e Pinterest possono essere di grande supporto per i nostri blog, perché andremmo a raggiungere un target che ci conoscerà solo attraverso quel canale.

    Inoltre i video di Youtube compaiono nei risultati di ricerca di Google; inserirli nei post ci darà un ulteriore vantaggio nell'essere notati.

    Pinterest è di per sé un raccoglitore online di risorse che possiamo conservare e consultare, grazie al suo sistema di creazione delle bacheche, ogni volta che ne abbiamo bisogno. Su Pinterest hai la possibilità di caricare un'immagine e collegarla al tuo post in men che non si dica, e il traffico che può generare non è da sottovalutare.

    Voglio dire... hai mai trascorso del tempo su Pinterest? No? Beh, stai attenta: può creare dipendenza!

    Ovviamente, come per ogni cosa su internet, anche su Pinterest i video stanno spopolando. Quindi se vuoi avere maggiori possibilità di incrementare il tuo traffico pensa a video brevi da caricare anche lì.

    porta traffico al blog con Pinterest

    Ora tocca a te!
    Hai domande?
    Sentiti libera di scriverle nei commenti.
    😊

    come creare contenuti interessanti per il blog
    Come scrivere un post su Blogger


    Scrivere un blog post può sembrare semplice: scrivi il titolo, carichi l'immagine, inserisci il contenuto, clicchi 'pubblica' e il gioco è fatto.
    Eppure dietro ad ogni post c'è tanto lavoro, specialmente se il tuo blog è ospitato dalla piattaforma Blogger. Noi non abbiamo plugins che ci aiutano nella gestione del blog, nella SEO, nella scelta dell'immagine di copertina, delle categorie e dei tags.
    No. Noi facciamo tutto da sole: i plugins di Blogger siamo noi!

    In questo post ti mostrerò il mio metodo di scrittura di un blog post e dell'attenzione nell'applicare da subito piccole regole SEO.



    Ma prima di tutto vediamo di partire dalla conoscenza degli strumenti a nostra disposizione su Blogger, e utilizzarli nel modo più corretto per avere alla fine un blog post efficace dal punto di vista della SEO.
    Partiamo proprio dalla barra degli strumenti del post. Perché formattare il testo è importante te lo spiego nel post Come scrivere un post accattivante.


    Come usare correttamente la barra degli strumenti.

    Ovvero quella striscia piena di simboli che si trova sopra il foglio bianco nel quale digiti il corpo del tuo post.



    Partiamo da sinistra. Ci sono due pulsanti 'Scrivi' e 'HTML': loro indicano la modalità di scrittura che puoi utilizzare al momento della stesura del tuo testo.

    Quale modalità è meglio usare? Non posso dirti quale sia la migliore, posso solo dirti come utilizzo io queste modalità combinandole fra loro.
    Parto dalla modalità 'Scrivi' per scrivere tutta la parte testuale del post, senza inserire immagini; quelle le inserirò solo alla fine negli spazi dove ho previsto che vadano, e che nel post ho segnato in corsivo. Es. img barra formattazione


    L'unica formattazione che mi concedo al momento della scrittura del testo riguarda i capitoletti, o headings come si dice in gergo, ma di questi ti parlerò più tardi.
    Solo quando inizierò la formattazione del testo e inserendo link e immagini lavorerò anche in modalità 'HTML', per consentirmi una migliore gestione dei codici e degli stili.
    Alcune delle mie immagini hanno infatti bisogno di avere degli stili specifici che posso inserire solo manualmente.


    Personalizzare i caratteri e scegliere l'intestazione

    Iniziamo la carrellata dei pulsanti/tools a nostra disposizione partendo dalla personalizzazione dei caratteri. Scrivere un testo piatto, senza formattazione, stancherà presto il lettore; inoltre si perderà l'occasione di evidenziare i passaggi più importanti che contribuiscono all'invio di un messaggio chiaro e forte.



    La "F" sta per font, quindi il tipo di carattere. Ti consiglio di non usarlo nella formattazione se:
    1. vuoi che il tuo blog abbia un aspetto professionale
    2. se hai costruito un solido foglio di stile, CSS, con il quale personalizzare corpo, headings, ecc... Il foglio di stile, infatti, se fatto bene, può facilitarti la vita!
    Le due "T", indicano le dimensioni del carattere. Io utilizzo questo strumento principalmente nella parte finale dei miei post, quando ti chiedo di interagire invitandoti a commentare.
    A proposito hai notato che ogni volta il mio invito a commentare è diverso e creativo?

    Nel menù a tendina trovi invece alcune opzioni di formato del testo:
    1. Normale sta per... normale, appunto, lascia cioè il testo alla sua formattazione originale.
    2. Intestazione indica il tag h2, da inserire assolutamente nel tuo articolo per suddividere l'argomento in sezioni, efficaci non solo per lo scorrimento della lettura, ma anche per la SEO.
    3. Intestazione Secondaria indica il tag h3.
    4. Intestazione Minore indica il tag h4.


    Quando usare h3 e h4?

    I tag h3 e h4 essendo anche loro delle intestazioni devono essere utilizzati come titoli di paragrafi.
    Quando scriviamo sul nostro blog, non stiamo solo scrivendo un semplice post, ma un articolo - a volte anche una guida - che altre persone leggeranno per trovare la soluzione ad un dato problema, o necessità. Tenendo a mente questo, cioè che scriviamo per gli utenti, dobbiamo fare in modo che il contenuto sia facile da leggere, scorrevole, e che abbia un obiettivo. E l'obiettivo lo si raggiunge solo se l'utente legge tutto l'articolo, e magari trovandolo coinvolgente lasci anche un commento o lo condivida (cosa assai gradita da queste parti).

    Per far sì che il contenuto si facile da leggere ha bisogno di seguire una certa gerarchia:

    h1 (titolo principale del post)
    Normale (nel caso di Blogger sta a indicare il paragrafo)
    h2 (titolo del capitolo/macro argomento all'interno del post)
    h3 (titolo del paragrafo)
    h4 (titolo del sottoparagrafo)

    Solitamente ad h4 non ci arrivo nemmeno, ma se vuoi un esempio pratico di come uso i tags h2 e h3 in questo post eccoti accontentata: esempio di h2 è "Come usare correttamente la barra di formattazione"; esempio di h3 è "Quando usare i tag h3 e h4".

    Ovviamente, ci tengo a precisarlo, non bisogna andare in paranoia se non si riescono ad utilizzare tutte le intestazioni. Dipende sempre dalla tipologia dei contenuti.

    E h1? L'intestazione principale che dovrebbe appartenere al titolo del post esiste in Blogger?
    Beh, sarà scioccante ma nei temi di Blogger non esiste un h1. Io l'ho inserito manualmente all'interno del codice HTML.

    Scrivimi nei commenti se vuoi un tutorial su come inserire correttamente il tag h1 nel tuo codice.


    Dare movimento al testo.

    Il prossimo gruppo di pulsanti è estremamente facile ed intuitivo; riguarda sempre la personalizzazione stilistica del testo, e a me piace utilizzarli (i primi due specialmente) per dargli movimento.



    "B" sta per bold, ovvero grassetto.
    "I" sta per italic, ovvero corsivo.
    "U" sta per underline, ovvero sottolineato.
    "ABC" permette di barrare il testo. Potremmo usare questo strumento per depennare una checklist per esempio.

    I due pulsanti a seguire indicano rispettivamente il colore del testo e l'evidenziatore. Non credo che ci sia bisogno di ulteriore spiegazione, ma voglio darti un consiglio: non utilizzare in modo selvaggio questi due strumenti, è sempre bene pensare a chi il nostro articolo dovrà leggerlo, piuttosto che al senso estetico.

    Tu trovi che il testo del mio post sia leggibile? Mmh, fammelo sapere nei commenti!


    Inserire link, immagini, video e interruzione di pagina.

    Di questo gruppo ti confesso che utilizzo solo i primi due pulsanti e fra poco ti dirò il perché.



    1. Inserisci link serve appunto per inserire un link e settare alcune opzioni. Solitamente io scelgo di aprire il link in un'altra pagina.Per quanto riguarda Aggiungi l'attributo 'rel=nofollow' ti consiglio di seguire i suggerimenti di Google sul suo utilizzo.

    2. Inserisci Immagine. Questo strumento mi piace utilizzarlo in modalità HTML per una sola ragione: inserisce solo il tag immagine senza aggiungere ulteriori codici e stili, davvero fastidiosissimi. Ricorda di inserire le immagini con le loro dimensioni originali, che non devono essere enormi per facilitare il caricamento della pagina.

    3. Inserisci Video. Mai usato, onestamente. se devo inserire un video preferisco utilizzare la condivisione di YouTube tramite un codice da incorporare.

    4. Inserisci Caratteri Speciali. Una moltitudine di simboli, emoji, e chi più ne ha più ne metta. Cosa ne penso? Grazie, ma si può fare a meno, o utilizzarlo il minimo indispensabile. Ma proprio il minimo.

    5. Inserisci Intervallo ti permette di troncare il testo così che nella homepage del tuo blog venga visualizzata solo la parte prima della troncatura (ma esiste questa parola?). Utilizzavo questo strumento molto tempo fa, quando non conoscevo lo script che mi consente di creare in automatico gli snippet degli articoli.

    6. Allineamento stabilisce, appunto, l'allineamento del testo: a destra, a sinistra, centrato.


    Liste, blockquote e controllo ortografico.

    Vediamo come utilizzare e non utilizzare questi tools.



    Le liste, numerate o puntate, ci consentono di creare elenchi. Sono molto utili per rendere fluida e facile la lettura di un articolo.

    Le virgolette inseriscono il Blockquote, ovvero la Citazione. Ho scritto un post su come personalizzare il blockquote.

    Rimuovi Formattazione serve per cancellare la formattazione dell'intero testo, non di una parola. Se sei abituata a scrivere i tuoi post su Word e poi li trasferisci su Blogger facendo copia e incolla, vista la montagna di codice che ti porti dietro, ti consiglio di cancellare la formattazione però NON cliccando questo pulsante. Incolla il tuo testo in modalità 'HTML' e inserisci la formattazione utilizzando la barra di Blogger dalla modalità 'Scrivi'.

    Controllo Ortografico, efficace per individuare velocemente gli errori a fine composizione del testo.


    Le impostazioni del post su Blogger

    Ora che abbiamo una visione completa della barra di formattazione, passiamo alla barra laterale delle Impostazioni Post.



    Etichette.

    Ho scritto il post su Come utilizzare le etichette di Blogger che ti consiglio di leggere se ancora non hai ben chiaro che tipo di funzione dargli: categoria o tag?

    Pianificazione.

    Usare questa impostazione ti permette di pianificare la pubblicazione dei post nei giorni che tu stabilisci. Stai attenta però ad aver settato il giusto fuso orario del tuo blog, e a cliccare Pubblica, che poi si trasformerà in Pianificato.
    Attraverso l'impostazione Pianifica puoi anche decidere di scrivere un post e inserire la data di molti anni addietro, come ho fatto io dopo aver trasferito qui il mio primo post (del mio blog privato) sulla piattaforma Blogger, lasciando la stessa data e la stessa ora di pubblicazione.

    Link.

    Di questa impostazione voglio soffermarmi solo sul Permalink. Qui possiamo e dobbiamo scrivere il Permalink Personalizzato del post. Blogger, infatti, ne genera uno in automatico che non è quasi mai completo, e un permalink troncato non fa bene alla SEO.

    Ubicazione.

    Mai usato nella mia vita da blogger, ma credo possa essere utile per le travel blogger o per chi scrive di un evento al quale ha partecipato, e che magari è ancora in corso.

    Descrizione della Ricerca.

    A questo campo dò la stessa importanza del contenuto del post: è opportuno, infatti, scegliere un testo che contenga una breve descrizione dell'argomento e le giuste parole chiave.

    Opzioni.

    Qui puoi scegliere alcune impostazioni sui commenti dei tuoi lettori. Un consiglio spassionato che ti dò, riguardo a questo tool, è clicca su Premi "invio" per le interruzioni di riga, fidati di me: è importante per la struttura del testo.




    Bene, in questo post ti ho mostrato, attraverso una panoramica degli strumenti che trovi nell'interfaccia della pubblicazione di un post, quali tools uso io e quali no.

    Ti lascio, qui di seguito, una checklist salvablogger che riassume un po' tutto il post e che può esserti utile se stai iniziando a muovere i primi passi come blogger:

    1. Scrivi un titolo semplice che introduca il contenuto.

    2. In modalità Scrivi procedi con la stesura del tuo testo 'nudo e crudo'; solo alla fine procedi con la formattazione.

    3. Aggiungi le intestazioni, se il tuo articolo lo richiede.

    4. Formatta il testo rendendolo grassetto e corsivo nei punti che ritieni opportuno: farai diventare il contenuto più movimentato e facile da leggere.

    5. Inserisci le immagini, ma ricorda di ridimensionarle per garantire velocità di caricamento alla pagina. Cerca di inserire immagini non sgranate: questo è il tempo in cui una buona immagine riesce ad acchiappare l'attenzione molto più delle parole.

    6. Inserisci i link, e se hai trovato fonti per cui vale la pena menzionarle, non aver paura di linkarle: gli utenti si fideranno maggiormente di te se gli consigli dove possono approfondire certi argomenti. Tranquilla, torneranno, perché noi gli diamo sempre il meglio!

    7. Se realizzi dei contenuti multimediali, come video o podcast, inseriscili nel tuo post: a Mr. Google piace questo elemento!

    8. Un controllo ortografico prima della pubblicazione è sempre cosa buona e giusta. E se sei come me, che dopo aver riguardato e corretto il post 10mila volte e alla fine lo hai pubblicato, e poi ti rendi conto che c'è un errore... Beh, per favore correggilo!




    Spero che la mia guida ti sia stata utile. Fammi sapere quale fra questi strumenti non hai mai utilizzato qui sotto nei commenti, ti lascerò un cuoricino per dimostrarti la mia gratitudine ♥

    Non dimenticarti di condividere il post su Pinterest, così lo avrai sempre a disposizione in caso volessi rileggerlo.