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*Mentoring e Formazione Blogging personalizzata*

Quanti consigli hai seguito ma ti sembra di non raggiungere mai i risultati sperati con il tuo blog? Ti capisco, anche io ero come te.
Fino a quando non ho capito come funziona il Blogging, e ho lavorato per portare il mio blog nelle prime posizioni su Google e farmi notare dalle aziende, che hanno iniziato a contattarmi per le collaborazioni.
In oltre 15 anni molte/i blogger mi hanno chiesto aiuto, e oggi posso aiutare anche te.

Visualizzazione post con etichetta life. Mostra tutti i post
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Essere BLOGGER: aspettative vs realtà.
Essere BLOGGER: aspettative vs realtà

Questo post rappresenta per me uno spunto di riflessione, un modo per tirare le somme e lasciarti i miei migliori auguri di Natale ♥


Quando ho aperto il mio primo blog molti, molti anni fa, non pensavo che questo mondo mi avrebbe così appassionata tanto da volere che diventasse il mio lavoro.

Lo è diventato?

Mi piacerebbe raccontarti di quanto guadagno al mese, delle collaborazioni che fioccano, dei webinar che organizzo o degli eventi ai quali sono invitata, ma non posso farlo.
Non posso farlo perché non guadagno nulla, le richieste di collaborazione da parte delle aziende arrivano (ma non tanto e succulente come piacerebbe a me), e non vengo invitata da nessuna parte.

Ma sai qual è la verità? La verità è che la mia aspettativa è sempre stata molto alta, il mio sforzo non eccessivo e il risultato, di conseguenza, nella media.

Ecco, più o meno, la situazione come si presentava nella mia immaginazione e come si presenta nella realtà.

Essere blogger: le aspettative.

  • Apro un blog;
  • 3 post a settimana;
  • 5000 visite al giorno;
  • fioccano collaborazioni;
  • vengo menzionata da altri bloggers;
  • creo una community che mi segue dappertutto;
  • gli sponsor mi contattano per inserire nel mio blog contenuti a pagamento;
  • Post con link affiliati senza sentirmi in colpa, perché comunque i costi dell'hosting devo recuperarli, no?
aspettative di una blogger agli inizi

Essere blogger: la realtà.

  • Apro un blog;
  • 3 post a settimana per i primi tempi, poi 1 a settimana, poi 1 ogni 2 settimane;
  • 6/800 visite al giorno, a seconda del periodo;
  • collaborazioni sì, ma non tante e fruttuose come vorrei;
  • vengo menzionata da pochi bloggers;
  • community... vabbé... ;
  • pochissimi sponsor e non in linea con il mio target... quindi li rifiuto;
  • nessun link affiliato perché "cosa penseranno gli altri, che voglio speculare?" 
la realtà di essere blogger

Dov'è che ho sbagliato?

Probabilmente ho sbagliato sulla visione di me che crede sul serio di poter essere una blogger professionista. Forse perché ci ho creduto talmente tanto da partire a razzo in una strada in discesa, senza premere il freno di tanto in tanto. La conseguenza è stata arrivare troppo in fretta alla fine della strada e trovarmi davanti ad un bivio: prendo una direzione o l'altra? Mollo o continuo?

Ciclicamente, ogni anno, arrivo stremata alla fine della corsa, quasi come se l'avessi fatta a piedi, correndo. Però in questo 2020 posso dichiararmi soddisfatta del lavoro svolto e (strano che lo dica io) desiderosa di iniziare un nuovo anno con tanti nuovi contenuti. E sai perché? Perché ho seguito una pianificazione che, per quanto possa sembrare striminzita, ho cercato di modificare e renderla elastica a seconda del tempo a mia disposizione.


Anche l'occhio vuole la sua parte...

La prima cosa che si pensa, quando scegli di essere blogger a tempo pieno, è l’arredamento della tua casa: ovvero la grafica del tuo blog. Si parte da lì, perché quando guardiamo gli altri blog veniamo affascinati da quella patina di professionalità e bellezza che li rivestono, quindi pensiamo subito a come rivestire della stessa patina il nostro blog.

Ci tuffiamo di testa alla ricerca del tema grafico che più somiglia a quello del nostro blogger preferito, ma non perché vogliamo copiarlo, ma perché ci ispira e lo ammiriamo così tanto che pensiamo di cominciare col piede giusto se solo ci avviciniamo al suo stile.

Ma è appunto il suo stile, non il nostro. E presto o tardi lo capiremo restando anche un po’ delusi. E sarà ok, perché significa che stiamo iniziando a levare davanti agli occhi quella patina di cui ti parlavo prima, e che stiamo iniziando a capire cosa è più giusto per noi.

Ecco la prima lezione imparata: devo avere un piano!

Il punto è che per partire col piede giusto, l’unica cosa che bisogna fare, è avere un piano d’azione! Cosa significa? Significa che devi sederti e scrivere su carta la motivazione reale per cui stai aprendo il blog (o perché lo hai aperto). Devi capire il tuo perché, e non limitarti a scrivere ‘perché voglio condividere le mie passioni', che sì è vero ma se vuoi qualcosa di più dal tuo blog devi scrivere gli obiettivi chiari, onesti e, perché no, ambiziosi. 

Cosa fa una blogger di successo?

Domanda straordinariamente legittima, se si vuole entrare nel contesto. Ebbene voglio rispondere a questa domanda dicendoti cosa sembra che faccia una blogger di successo, cosa percepisco dal di fuori, e quindi qual è stata la mia aspettativa, qualche anno fa, nell’intraprendere questo percorso. 

A guardare i bloggers di successo, di quelli che hanno collaborazioni con siti, blogger e aziende dai nomi importanti, sembra davvero facile trovare la ricetta giusta per farsi notare. Certo, noi guardiamo solo il risultato finale, ma è come guardare un bell’abito di pura seta e lasciarsi affascinare. Se vedessimo quel vestito come un prodotto delle secrezioni di un insetto difficilmente ci verrebbero gli occhi a cuoricino.

È questo che succede quando si guarda al lavoro degli altri blogger e ci si aspetta di arrivare ai loro stessi livelli in poco tempo. Difficilmente si tiene conto del lavoro che c’è dietro ad ogni articolo:

  • della ricerca che viene fatta per dare informazioni corrette;
  • delle prove su prove prima di pubblicare una ricetta che funzioni;
  • del materiale che bisogna acquistare per realizzare un DIY;
  • dell’investimento per l’attrezzatura per dare agli utenti i migliori contenuti da poter usufruire;
  • del mettere sè stessi, la propria vita, e raccontarsi quotidianamente online.

Tutto questo fa parte del lavoro di una blogger di successo!

Ma che significa davvero avere successo per me?

Significa semplicemente essere soddisfatti del proprio lavoro, fatto per il piacere di condividere la propria esperienza, raccogliendo messaggi di gratitudine per l'aiuto dato, e per aver contribuito, in minima parte, alla realizzazione di un sogno di una blogger, che spera di farcela proprio come me.


Ti auguro un SERENO NATALE

da trascorrere pensando alle persone che ami e desiderando per loro una vita ricca di amore, amicizia e salute.
Un abbraccio,

Post-Tag: 20 cose che non sai di me


Se c'è una cosa che ho fatto poco in tutti gli anni di blogging è raccontarti di me.
Ho creato la categoria Life proprio dare vita al mio particolare storytelling, e su instagram @lacreativeroom, con il mio hashtag #OggiMiRaccontoCosì sto facendo altrettanto.

Ed è proprio da instagram che ho tratto questo post.
Già, quando le idee scarseggiano è sempre bene tirare fuori dal cappello un post da un social e farci un blog-post.
Tanto l'ig-post non c'è più, quindi :P

Ecco quindi 20 cose che non sai di me!


  1. Sono mamma di due umani e di un coniglietto.
  2. Sono moglie di un uomo che non si meraviglia più dei miei balletti per la strada.
  3. Amo Gesù, senza la Sua luce non potrei vivere.
  4. Vorrei riuscire a pubblicare qualche mio racconto, che io indegnamente chiamo romanzo... Dovrei finirli prima...
  5. So suonare la chitarra: amo suonare brani dei Cranberries.
  6. Smanetto con l'HTML e il CSS dal 2008.
  7. Ho studiato per diventare stilista, ma ora realizzo "vestiti" per i blog.
  8. Ho recitato tante volte, anche in teatro.
  9. Ho la cellulite... No comment please.
  10. Sono stata negli scout per 20 anni...lo scautismo è diventato uno stile di vita per me.
  11. Credo di essere simpatica, al limite risulto antipatica.
  12. Credo fermamente nel rispetto reciproco.
  13. Odio le bugie, mi fanno andare in escandescenza.
  14. Non riesco a mentire (appunto).
  15. Da piccola non riuscivo a farmi degli amici, ero un'imbranata e anche un po' emarginata (lo scautismo mi ha salvata in questo).
  16. Da ragazzina andavo sui pattini e sullo skateboard.
  17. Ho sempre avuto più amici maschi che femmine... Le femmine pensavano troppo a cose da femmine.
  18. Ho avuto due criceti ❤.
  19. Non so nuotare; il mio stile rana fa ridere pure i polli...(e sì che vivo sul mare)
  20. Last but not least.. Amo e stra-adoro la montagna! Abbraccio gli alberi (eh sì...)





Ti va di scrivere anche nel tuo blog 20 cose su dite?
Se lo fai lascia il link al tuo post qui sotto nei commenti: servirà a me per venirti a leggere, e servirà a te per avere un po' di visite al tuo blog!

welcome 2019! Cosa porto con me nel nuovo anno.
"Non aver mai paura del cambiamento".
Un nuovo anno è arrivato con il suo bel bagaglio pieno di speranza, consapevolezza, dubbi, incertezze. Tanti 'se' e tanti 'ma'.

Io ho lasciato una pagina vuota sul bullet journal. Una pagina, l'ultima del 2018, sulla quale scriverò cosa ho imparato, sbagliato e ottenuto da questo anno che ci ha appena lasciato.
(A me sembra che il 2018 sia stato il più veloce fra tutti gli anni passati, a voi no?)

Non voglio scrivere le buone intenzioni, perchè puntualmente disilludo me stessa.
Ma scriverò obiettivi concreti, veri, fattibili.
Forse raggiungibili in pochi mesi.
E se così fosse, lasceranno spazio ad altri obiettivi, magari sogni da poter realizzare.

Questa volta voglio restare coi piedi ben piantati per terra.
Chissà che non sia la volta buona in cui spiccherò il volo.


p.s.
lo so, post striminzito, ma se non avessi pubblicato oggi un post, che ha il gusto di un promemoria per me, non l'avrei più fatto. E sarebbe passato il momento adatto.
Quindi sì, oggi poche parole, già condivise su instagram, ma che sento fortemente.
Volevo fare la stilista...


Non so perchè, ma ogni volta che ho un calo psicologico da blogger navigata e che non sa più cosa diamine scrivere, ricorro alla lettura del post volevo essere una scrittrice.

E allora un po' mi rianimo, mi convinco che ci sia davvero qualcuno che ha voglia di leggere anche le mie confessioni dei miei primi... gnagna anni...

In quel post ti ho quasi promesso di raccontarti della mia passione per il disegno, e con la mia ormai famosa velocità di un bradipo appena svegliatosi dal letargo (ci vanno?) eccomi qui pronta a soddisfare questa tua curiosità.

Perchè, ammettilo, non ci stavi dormendo la notte...

Era il lontano...

No sul serio, era un tempo molto lontano quando ho iniziato a disegnare e a farlo un po' dappertutto, tanto che in casa dei miei genitori c'era più carta che pane.

Mio padre faceva l'autotrasportatore, lavoro meglio conosciuto come camionista, e per un periodo, straordinario per me, ha lavorato per la Fabbriano. Sì, proprio quella ditta, che sfornava fogli a gogò per il mio piacere di disegnarci sopra.

Quando mio padre tornava dai suoi viaggi, soleva portarci un regalino, e indovinate cosa mi portava?

Risme di carta di un formato gigante! (per la gioia di mia madre)

Ogni volta, ricordo, ero entusiasta di ricevere quella risma, così pesante per me che dovevo quasi abbracciarla (a mo' di Gollum... tessssoro) per portarla finalmente lì dove l'avrei aperta ed estratto i primi fogli.

Ricordo come li annusavo (vizio che mi è rimasto tutt'ora) e come riflettevo bene prima di iniziare a tracciare il primo segno con la matita.

Trascorrevo pomeriggi interi a creare delle storie per me e per mia sorella, più piccola di sei anni: io disegnavo e lei accanto a me mi guardava e mi ascoltava mentre davo vita ai personaggi, come se fossero quelli di un cartone animato. A volte li ritagliavo persino, per dargli ancora più vita.

Certo i fogli di carta non erano l'unica cosa sui quali disegnavo. Mentre mia madre e mia sorella maggiore cucivano (erano entrambe sarte) nell'altra stanza, io prendevo in prestito un gessetto di mia madre e disegnavo sul fronte di un mobile di legno...

Quanto era bello avere una lavagna gigante personale...

Ti starai chiedendo se mia madre si arrabbiava? No!

Anzi, conservava i pezzetti di gesso appositamente per quello scopo!

Ero molto attenta a cosa fare indossare ai miei personaggi, e piano piano dalle storie sono passata ai primi bozzetti di moda.

Ovviamente a riguardarli ora mi vengono i brividi, ma mia madre mi ha sempre incoraggiata, dicendomi che non avevo niente di meno degli stilisti che lavoravano #nientepopodimeno che per Valentino (era il top per me allora).

A volte ci meravigliavamo nel vedere, in alcune sfilate, dei dettagli negli abiti che io avevo disegnato molto tempo prima.

Quindi presa dall'entusiasmo, realizzo la mia prima mini collezione per spedirla indovina a chi?

E certo, a Valentino!

E sai cosa è successo?

I disegni mi sono tornati indietro. Of course.

Eh sì... Alla fine è stato così!

Il sogno però non era svanito! Dopo qualche anno mi sono diplomata come stilista e modellista, e nel frattempo l'era del computer aveva preso piede.

Dopo il diploma sono partita per uno stage di due settimane a Carpi, per terminare il percorso di specializzazione per un programma CAD di taglio industriale.

Abbiamo visitato la BlueMarine, ma solo la zone delle macchine, lì dove lavoravano le modelliste e le sarte. E a me la cosa non entusiasmava più.

Nell'azienda, davanti al pc, a lavorare con i programmi di grafica mi sentivo a mio agio, invece, tanto che persino chi ci stava seguendo mi disse che ero molto portata per quel genere di lavoro.

E sai cosa?

Alla fine è stato proprio così!

Tutto questo percorso della mia vita mi ha portata verso un lavoro creativo ed artistico che ho sempre sognato.

Ora sono diventata stilista del web, perchè vesto i blog.

Scrivere, disegnare, creare fanno parte effettivamente parte di me.

 I sogni, a volte, si rivelano con forme diversi, ma, a volte, si avverano davvero.

Volevo fare la scrittrice...

Questa è una delle mie passioni segrete: scrivere racconti.

Sin da ragazza ho sognato di scrivere il romanzo del secolo, che potesse essere conservato sullo stesso scaffale che vede trionfare titoli come Orgoglio e Pregiudizio, Cime tempestose, Jane Eyre...

Sì certo tutti titoli presi a caso, romanzi scritti da persone qualunque.

Ma perchè essere pezzenti anche nei sogni? 

Quando sogni, o lo fai bene o non lo fai proprio! Giusto?


Ovviamente sono consapevole che ciò non accadrà mai, tranquilli, non sono messa poi così male.... anche se... scherzo... diciamo...

Però certo è che io di romanzi ne ho iniziati un bel po', ma mai portati a termine e non perchè non avessi idea di come terminarli, ma perchè mi dispiace tremendamente mettere un 'punto' alla storia.

Ok, psicologicamente sono una persona che non ama i distacchi definitivi, e questo è stato appurato anche da chi di competenza.

Il lavoro di scrittrice, poi, mi ha sempre affascinata, almeno dai film (sono la nostra rovina, deformano la realtà e devo accettarlo).

Ecco come, secondo me, doveva essere la posizione della scrittrice di successo, al momento del suo svolgimento lavorativo: stare seduta sotto un portico, in autunno, con un paesaggio dai colori caldi, in montagna (ovviamente), copertina di lana, tazza di cioccolata calda, solo il rumore del venticello fra le foglie e degli scoiattoli che saltano di ramo in ramo.

Quadretto stupendo, meraviglioso.

Nella realtà è tutto l'opposto, ma va bene, cioè, l'accetto con la mia capacità, a volte limitata, di accettare le cose che per forza non vogliono accadere.

Posso dire, però, di sentirmi una scrittrice anche in questo momento.

Infondo tu mi stai leggendo, no?

E quasi certamente ti starai chiedendo dove porterà questo delirante post.

Magari da nessuna parte, magari.

Magari ti porterà solo a scoprire un altro piccolo aspetto di me.

Magari ti convincerai che solo commentando avrà fine... finalmente.

Magari sei ancora fermo alla parte in cui parlo di 'chi di competenza' chiedendoti se sono mai stata da uno psicologo (era una donna).

Magari ti piacerà così tanto questa tipologia di post, scritti prevalentemente su di me, che mi chiederai di non fermarmi qui... e allora dovrai prenderti tutte le responsabilità del caso.

E magari la prossima volta ti racconterò della mia passione per il disegno... magari...