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Post-Tag: 20 cose che non sai di me
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Post-Tag: 20 cose che non sai di me



Se c'è una cosa che ho fatto poco in tutti gli anni di blogging è raccontarti di me.
Ho creato la categoria Life proprio dare vita al mio particolare storytelling, e su instagram @lacreativeroom, con il mio hashtag #OggiMiRaccontoCosì sto facendo altrettanto.

Ed è proprio da instagram che ho tratto questo post.
Già, quando le idee scarseggiano è sempre bene tirare fuori dal cappello un post da un social e farci un blog-post.
Tanto l'ig-post non c'è più, quindi :P

Ecco quindi 20 cose che non sai di me!


  1. Sono mamma di due umani e di un coniglietto.
  2. Sono moglie di un uomo che non si meraviglia più dei miei balletti per la strada.
  3. Amo Gesù, senza la Sua luce non potrei vivere.
  4. Vorrei riuscire a pubblicare qualche mio racconto, che io indegnamente chiamo romanzo... Dovrei finirli prima...
  5. So suonare la chitarra: amo suonare brani dei Cranberries.
  6. Smanetto con l'HTML e il CSS dal 2008.
  7. Ho studiato per diventare stilista, ma ora realizzo "vestiti" per i blog.
  8. Ho recitato tante volte, anche in teatro.
  9. Ho la cellulite... No comment please.
  10. Sono stata negli scout per 20 anni...lo scautismo è diventato uno stile di vita per me.
  11. Credo di essere simpatica, al limite risulto antipatica.
  12. Credo fermamente nel rispetto reciproco.
  13. Odio le bugie, mi fanno andare in escandescenza.
  14. Non riesco a mentire (appunto).
  15. Da piccola non riuscivo a farmi degli amici, ero un'imbranata e anche un po' emarginata (lo scautismo mi ha salvata in questo).
  16. Da ragazzina andavo sui pattini e sullo skateboard.
  17. Ho sempre avuto più amici maschi che femmine... Le femmine pensavano troppo a cose da femmine.
  18. Ho avuto due criceti ❤.
  19. Non so nuotare; il mio stile rana fa ridere pure i polli...(e sì che vivo sul mare)
  20. Last but not least.. Amo e stra-adoro la montagna! Abbraccio gli alberi (eh sì...)





Ti va di scrivere anche nel tuo blog 20 cose su dite?
Se lo fai lascia il link al tuo post qui sotto nei commenti: servirà a me per venirti a leggere, e servirà a te per avere un po' di visite al tuo blog!

welcome 2019! Cosa porto con me nel nuovo anno.
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welcome 2019! Cosa porto con me nel nuovo anno.

"Non aver mai paura del cambiamento".
Un nuovo anno è arrivato con il suo bel bagaglio pieno di speranza, consapevolezza, dubbi, incertezze. Tanti 'se' e tanti 'ma'.

Io ho lasciato una pagina vuota sul bullet journal. Una pagina, l'ultima del 2018, sulla quale scriverò cosa ho imparato, sbagliato e ottenuto da questo anno che ci ha appena lasciato.
(A me sembra che il 2018 sia stato il più veloce fra tutti gli anni passati, a voi no?)

Non voglio scrivere le buone intenzioni, perchè puntualmente disilludo me stessa.
Ma scriverò obiettivi concreti, veri, fattibili.
Forse raggiungibili in pochi mesi.
E se così fosse, lasceranno spazio ad altri obiettivi, magari sogni da poter realizzare.

Questa volta voglio restare coi piedi ben piantati per terra.
Chissà che non sia la volta buona in cui spiccherò il volo.


p.s.
lo so, post striminzito, ma se non avessi pubblicato oggi un post, che ha il gusto di un promemoria per me, non l'avrei più fatto. E sarebbe passato il momento adatto.
Quindi sì, oggi poche parole, già condivise su instagram, ma che sento fortemente.
Life: volevo fare la stilista...
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Life: volevo fare la stilista...



Non so perchè, ma ogni volta che ho un calo psicologico da blogger navigata e che non sa più cosa diamine scrivere, ricorro alla lettura del post volevo essere una scrittrice. E allora un po' mi rianimo, mi convinco che ci sia davvero qualcuno che ha voglia di leggere anche le mie confessioni dei primi... gnagna anni...

In quel post ti ho quasi promesso di raccontarti della mia passione per il disegno, e con la mia ormai famosa velocità di un bradipo appena svegliatosi dal letargo (ci vanno?) eccomi qui pronta a soddisfare questa tua curiosità.
Perchè, ammettilo, non ci stavi dormendo la notte...

Era il lontano...
No sul serio, era un tempo molto lontano quando ho iniziato a disegnare e a farlo un po' dappertutto, tanto che in casa dei miei genitori c'era più carta che pane.
Mio padre faceva l'autotrasportatore, lavoro meglio conosciuto come camionista, e per un periodo, straordinario per me, ha lavorato per la Fabbriano. Sì, proprio quella ditta, che sfornava fogli a gogò per il mio piacere di disegnarci sopra.

Quando mio padre tornava dai suoi viaggi, soleva portarci un regalino, e indovinate cosa mi portava?
Risme di carta di un formato gigante! (per la gioia di mia madre)
Ogni volta, ricordo, ero entusiasta di ricevere quella risma, così pesante per me che dovevo quasi abbracciarla (a mo' di Gollum... tessssoro) per portarla finalmente lì dove l'avrei aperta ed estratto i primi fogli.

Ricordo come li annusavo (vizio che mi è rimasto tutt'ora) e come riflettevo bene prima di iniziare a tracciare il primo segno con la matita.

Trascorrevo pomeriggi interi a creare delle storie per me e per mia sorella, più piccola di sei anni: io disegnavo e lei accanto a me mi guardava e mi ascoltava mentre davo vita ai personaggi, come se fossero quelli di un cartone animato. A volte li ritagliavo persino, per dargli ancora più vita.

Certo i fogli di carta non erano l'unica cosa sui quali disegnavo. Mentre mia madre e mia sorella maggiore cucivano (erano entrambe sarte) nell'altra stanza, io prendevo in prestito un gessetto di mia madre e disegnavo sul fronte di un mobile di legno...
Quanto era bello avere una lavagna gigante personale...

Ti starai chiedendo se mia madre si arrabbiava? No!
Anzi, conservava i pezzetti di gesso appositamente per quello scopo!

Ero molto attenta a cosa fare indossare ai miei personaggi, e piano piano dalle storie sono passata ai primi bozzetti di moda.
Ovviamente a riguardarli ora mi vengono i brividi, ma mia madre mi ha sempre incoraggiata, dicendomi che non avevo niente di meno degli stilisti che lavoravano #nientepopodimeno che per Valentino (era il top per me allora).
A volte ci meravigliavamo nel vedere, in alcune sfilate, dei dettagli negli abiti che io avevo disegnato molto tempo prima.

Quindi presa dall'entusiasmo, realizzo la mia prima mini collezione per spedirla indovina a chi?
E certo, a Valentino!
E sai cosa è successo?
I disegni mi sono tornati indietro. Of course.
Eh sì... Alla fine è stato così!
Il sogno però non era svanito! Dopo qualche anno mi sono diplomata come stilista e modellista, e nel frattempo l'era del computer aveva preso piede.

Dopo il doploma sono partita per uno stage di due settimane a Carpi, per terminare il percorso di specializzazione per un programma CAD di taglio industriale.
Abbiamo visitato la BlueMarine, ma solo la zone delle macchine, lì dove lavoravano le modelliste e le sarte. e a me la cosa non entusiasmava più.
Nell'azienda, davanti al pc, a lavorare con i programmi di grafica mi sentivo a mio agio, invece, tanto che persino chi ci stava seguendo mi disse che ero molto portata per quel genere di lavoro.
E sai cosa?
Alla fine è stato proprio così!

Tutto questo percorso della mia vita mi ha portata verso un lavoro creativo ed artistico che ho sempre sognato.
Ora sono diventata stilista del web, perchè vesto i blog.
Scrivere, disegnare, creare fanno parte effettivamente parte di me, de La Creative Room.
I sogni, a volte, si rivelano con volti diversi, ma a volte si avverano davvero.
Life: volevo essere una scrittrice...
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Life: volevo essere una scrittrice...

Questa è una delle mie passioni segrete: scrivere racconti.
Sin da ragazza ho sognato di scrivere il romanzo del secolo, che potesse essere conservato sullo stesso scaffale che vede trionfare titoli come Orgoglio e Pregiudizio, Cime tempestose, Jane Eyre...

Sì certo tutti titoli presi a caso, romanzi scritti da persone qualunque.
Ma perchè essere pezzenti anche nei sogni? 
Quando sogni, o lo fai per bene o non farlo proprio! Giusto?



Ovviamente sono consapevole che ciò non accadrà mai, tranquilli, non sono messa poi così male.... anche se... scherzo... diciamo...

Però certo è che io di romanzi ne ho iniziati un bel po', ma mai portati a termine e non perchè non avessi idea di come terminarli, ma perchè mi dispiace tremendamente mettere un 'punto' alla storia.

Ok, psicologicamente sono una persona che non ama i distacchi definitivi, e questo è stato appurato anche da chi di competenza.