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15.2.18

Life: volevo fare la stilista...

Life: volevo fare la stilista...

15.2.18



Non so perchè, ma ogni volta che ho un calo psicologico da blogger navigata e che non sa più cosa diamine scrivere, ricorro alla lettura del post volevo essere una scrittrice. E allora un po' mi rianimo, mi convinco che ci sia davvero qualcuno che ha voglia di leggere anche le mie confessioni dei primi... gnagna anni...

In quel post ti ho quasi promesso di raccontarti della mia passione per il disegno, e con la mia ormai famosa velocità di un bradipo appena svegliatosi dal letargo (ci vanno?) eccomi qui pronta a soddisfare questa tua curiosità.
Perchè, ammettilo, non ci stavi dormendo la notte...

Era il lontano... No sul serio, era un tempo molto lontano quando ho iniziato a disegnare e a farlo un po' dappertutto, tanto che in casa dei miei genitori c'era più carta che pane.
Mio padre faceva l'autotrasportatore, lavoro meglio conosciuto come camionista, e per un periodo, straordinario per me, ha lavorato per la Fabbriano. Sì, proprio quella ditta, che sfornava fogli a gogò per il mio piacere di disegnarci sopra.

Quando mio padre tornava dai suoi viaggi, soleva portarci un regalino, e indovinate cosa mi portava?
Risme di carta di un formato gigante! (per la gioia di mia madre)
Ogni volta, ricordo, ero entusiasta di ricevere quella risma, così pesante per me che dovevo quasi abbracciarla (a mo' di Gollum... tessssoro) per portarla finalmente lì dove l'avrei aperta ed estratto i primi fogli.

Ricordo come li annusavo (vizio che mi è rimasto tutt'ora) e come riflettevo bene prima di iniziare a tracciare il primo segno con la matita.

Ricordo come trascorrevo pomeriggi interi a creare delle storie per me e per mia sorella, più piccola di sei anni: io disegnavo e lei accanto a me mi guardava e mi ascoltava mentre davo vita ai personaggi, come se fossero quelli di un cartone animato. A volte li ritagliavo persino, per dargli ancora più vita.

Certo i fogli di carta non erano l'unica cosa sui quali disegnavo: mentre mia madre e mia sorella maggiore cucivano (sono entrambe sarte) nell'altra stanza, io prendevo in prestito un gessetto di mia madre e disegnavo sul fronte di un mobile di legno...
Quanto era bello avere una lavagna gigante personale...

Ti starai chiedendo se mia madre si arrabbiava? No!
Anzi, conservava i pezzetti di gesso appositamente per quello scopo!

Ero molto attenta a cosa fare indossare ai miei personaggi, e piano piano dalle storie sono passata ai primi bozzetti di moda.
Ovviamente a riguardarli ora mi vengono i brividi, ma mia madre mi ha sempre incoraggiata, dicendomi che non avevo niente di meno degli stilisti che lavoravano #nientepopodimeno che per Valentino (era il top per me allora).
A volte ci meravigliavamo nel vedere, in alcune sfilate, dei dettagli negli abiti che io avevo disegnato molto tempo prima.

Quindi presa dall'entusiasmo, realizzo la mia prima mini collezione per spedirla indovina a chi?
E certo, a Valentino!
E sai cosa è successo?
I disegni mi sono tornati indietro. Of course.
Eh sì... Alla fine è stato così!
Il sogno però non era svanito! Dopo qualche anno mi sono diplomata come stilista e modellista, e nel frattempo l'era del computer aveva preso piede.

Dopo il doploma sono partita per uno stage di due settimane a Carpi, per terminare il percorso di specializzazione per un programma CAD di taglio industriale.
Abbiamo visitato la BlueMarine, ma solo la zone delle macchine, lì dove erano le modelliste e le sarte. e a me la cosa non entusiasmava più.
Nell'azienda, davanti al pc, a lavorare con i programmi di grafica mi sentivo a mio agio, invece, tanto che persino chi ci stava seguendo mi disse che ero molto portata per quel genere di lavoro.
E sai cosa?
Alla fine è stato proprio così!

Insomma, tutto questo percorso della mia vita mi ha portata verso un lavoro creativo ed artistico che ho sempre sognato.
Ora sono diventata stilista del web, perchè vesto i blog.
Scrivere, disegnare, creare fanno parte effettivamente parte di me, de La Creative Room.
I sogni, a volte, si rivelano con volti diversi, ma a volte si avverano davvero.

12.10.16

Life: volevo essere una scrittrice...

Life: volevo essere una scrittrice...

12.10.16

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Questa è una delle mie passioni segrete: scrivere racconti.
Sin da ragazza ho sognato di scrivere il romanzo del secolo, che potesse essere conservato sullo stesso scaffale che vede trionfare titoli come Orgoglio e Pregiudizio, Cime tempestose, Jane Eire...

Sì certo tutti titoli presi a caso, romanzi scritti da persone qualunque.
Ma perchè essere pezzenti anche nei sogni? 
Quando sogni, o lo fai per bene o non farlo proprio! Giusto?



Ovviamente sono consapevole che ciò non accadrà mai, tranquilli, non sono messa poi così male.... anche se... scherzo... diciamo...

Però certo è che io di romanzi ne ho iniziati un bel po', ma mai portati a termine e non perchè non avessi idea di come terminarli, ma perchè mi dispiace tremendamente mettere un 'punto' alla storia.

Ok, psicologicamente sono una persona che non ama i distacchi definitivi, e questo è stato appurato anche da chi di competenza.

7.5.10

Poesia della Mamma!

Poesia della Mamma!

7.5.10

Oggi mia figlia, in anticipo, mi ha detto due poesie per la festa della mamma!!! Mi ha fatta così emozionare, che voglio condividerle.

"Io ho pensato a quando sono nato,
Che emozione uscire dal tuo pancione!
Ti ho guardato e subito ho pensato:
questa è la mia mamma che ho sempre sognato!"

A questa proprio ho pianto!!!

Poi me ne ha detta un'altra pure molto carina!

"Vola, vola coccinella!
Su nel cielo ruba una stella
luccicante e delicata
per la mia mamma adorata!"